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Giovanni Fileni
Annunciamo la nuova puntata del podcast Eccellenze Italiane, ideato e condotto da Piero Muscari. Una puntata che non racconta solo un caso imprenditoriale, ma un percorso umano che parla a chiunque creda nella forza della perseveranza.Protagonista dell’intervista è Giovanni Fileni, fondatore del gruppo Fileni, un’azienda che oggi opera con migliaia di dipendenti, sette stabilimenti, oltre trecento allevamenti e numeri che la collocano tra le realtà più rilevanti del settore agroalimentare italiano.
Dalle Marche a un’impresa nazionale: un inizio che sa di necessità e visione
La conversazione parte dalle origini: una famiglia di mezzadri, una casa modesta, un ragazzo che già a quattordici anni capisce che per garantire un futuro ai suoi genitori e ai fratelli serve qualcosa di diverso. Lo racconta con una semplicità disarmante: non c’erano alternative, bisognava “pensare a qualcosa che potesse dare una vita migliore alla famiglia”.
Da un apprendistato in un’officina meccanica alla volontà di costruire un percorso proprio, Fileni sviluppa quella capacità di osservare, capire e modificare che sarà decisiva anche anni dopo. “In officina potevo ragionare con la mia testa. Mi ha insegnato che se una cosa va bene, può andare bene anche qualcos’altro.”
I primi 50 polli e l’intuizione dell’autofinanziamento
La svolta arriva quando si accorge che, grazie alle condizioni di pagamento dei mangimi, è possibile autofinanziare un piccolo allevamento. “Non avevamo soldi per iniziare, ma chi vendeva mangimi dava 100 giorni di scadenza. Il pollo invece si vendeva a 55-60 giorni. Ho capito che potevo farcela senza prestiti.”
Con pochi mezzi e molta determinazione, Fileni costruisce il primo capannone e inizia ad allevare 50 polli. È l’inizio di un percorso fatto di osservazione, tentativi, errori e miglioramenti continui. “È stato molto duro imparare, perché un animale è un essere vivente. Bisognava provare, guardare, capire.”
Il passaggio alla vendita diretta e l’apertura dei negozi
Quando la piccola produzione aumenta, emerge un altro problema: vendere. Fileni allora apre il primo negozio a Jesi, poi altri, fino a raggiungere una rete di 48 punti vendita. È un passaggio fondamentale perché gli permette di capire il mercato dall’interno.
Ogni mese convoca i commessi dei negozi per ascoltare le richieste dei clienti. “Volevo sapere cosa chiedevano, cosa desideravano davvero.” Da qui nascono innovazioni come i prodotti tagliati, quelli pronti da cuocere e le prime preparazioni elaborate.
La scelta che cambia tutto: chiudere i negozi e puntare alla grande distribuzione
Arriva un momento in cui la rete dei negozi non basta più. A causa della crescita dell’azienda e delle opportunità che si aprono con la grande distribuzione, Fileni decide di chiudere progressivamente tutti i punti vendita.
Una scelta difficile, ma lungimirante. Quando una grande catena di supermercati scopre il suo prodotto — “diverso da tutto ciò che c’era sul mercato” — gli ordini aumentano rapidamente. È l’inizio della crescita industriale.
La filosofia del “bello e buono”
Uno dei passaggi più sorprendenti dell’intervista è la sua ossessione per il “bello”: non solo gusto, ma estetica. “Un prodotto deve essere bello da vedere, buono da mangiare e al prezzo giusto.”
Rifiuta l’allevamento in batteria perché “i polli erano brutti, diversi da quelli del cortile di casa”. Così sviluppa un metodo di allevamento a terra e, negli anni, modelli sempre più attenti al benessere animale e alla qualità.
La costruzione della filiera e la scelta del biologico
Quando Fileni parla della filiera, la precisione è chirurgica. Dal cereale al mangime, dall’allevamento alla lavorazione, ogni passaggio deve essere garantito. “Se compri cereali sul mercato non sai come sono stati prodotti. Per questo abbiamo iniziato a produrli noi o a stipulare contratti chiari con i contadini.”
Con la stessa logica arriva la scelta del biologico: un percorso più complesso e costoso, ma coerente con l’idea di un prodotto davvero controllato e sostenibile.
Numeri che raccontano una storia italiana
Nel corso dell’intervista emerge la dimensione attuale dell’azienda: migliaia di dipendenti di oltre quaranta etnie, stabilimenti moderni, investimenti continui e una filiera integrata. Fileni parla con orgoglio della sua squadra, delle storie di crescita interna, del rapporto con i collaboratori e della sicurezza che l’azienda ha sempre garantito.
Il valore dell’esperienza e il tema della successione
Oggi Fileni ha superato gli ottant’anni, ma continua a seguire l’azienda con la stessa curiosità degli inizi. Non perché non voglia lasciare, ma perché sente il dovere di custodire ciò che ha costruito. Accanto a lui ci sono i figli, Roberta e Massimo, che nel tempo hanno assunto ruoli strategici.
“La successione non è un taglio netto, è un passaggio graduale. L’esperienza serve, ma serve anche lasciare spazio.”
Una puntata intensa, che parla di scelte, sacrifici e futuro
L’intervista con Giovanni Fileni non è solo un racconto imprenditoriale, ma un viaggio nella mentalità di un uomo che ha fatto dell’osservazione, del lavoro e della responsabilità i suoi strumenti principali. Un episodio che offre spunti profondi su come nasce un’impresa, su come cresce e su come si custodisce.

