Nel momento conclusivo del Galà delle Eccellenze Italiane 2025, il palco si trasforma in uno spazio di riflessione.
Accanto a Piero Muscari intervengono Sergio Borra, Presidente e CEO di Dale Carnegie Italia, e Michelangelo Tagliaferri, Presidente del Comitato Scientifico di Eccellenze Italiane.
Non è un semplice saluto finale.
È una sintesi culturale di ciò che le storie ascoltate durante la serata hanno generato.
I numeri fatti con il cuore
Sergio Borra porta sul palco l’esperienza di una realtà internazionale fondata da Dale Carnegie nel 1912, autore del celebre bestseller del 1936 “Come trattare gli altri e farseli amici”, ancora oggi tra i libri più letti al mondo sulla relazione e la leadership.
La sua riflessione parte da un’apparente contraddizione:
“I numeri non hanno cuore? Con il cuore fai più numeri.”
Al Galà si sono raccontate imprese solide, strutturate, internazionali.
Ma ciò che ha colpito non sono stati i risultati in sé, bensì la passione che li ha generati.
Borra richiama una frase che lo accompagna da anni:
“La facilità non genera felicità.”
Le storie premiate dimostrano che la felicità professionale non nasce dalla scorciatoia, ma dall’impegno, dalla fatica, dalla coerenza.
È un messaggio che va oltre l’impresa e diventa un segnale di fiducia per il Paese.
L’arazzo e i suoi nodi
Michelangelo Tagliaferri sceglie un’immagine potente per rileggere la serata: l’arazzo.
Le frasi ascoltate sul palco – “pensare in italiano”, “nulla nasce per caso”, “la vita di un altro tutta da giocare”, “il territorio oltre il made in Italy” – sembrano paradossi isolati.
In realtà sono fili intrecciati.
Tagliaferri invita a non osservare l’arazzo dalla parte dell’immagine compiuta, ma da quella dei nodi.
È nei nodi che si capisce cosa tiene insieme una visione.
Eccellenze Italiane non è un elenco di brand.
È un intreccio di identità, cultura, responsabilità.
Oltre il brand, dentro la cultura
Un altro punto centrale del talk riguarda il rapporto tra brand e identità.
Il “made in Italy” non è solo ciò che viene prodotto.
È ciò che viene vissuto.
Dietro ogni oggetto, ogni azienda, ogni progetto, c’è una storia che affonda nelle relazioni, nel territorio, nella memoria collettiva.
Il compito, suggerisce Tagliaferri, è imparare a leggere quella trama invisibile.
Perché solo comprendendo ciò che collega le storie si può costruire un futuro coerente.
Verso il decennale
A nove anni dalla nascita del progetto, il Galà 2025 non rappresenta un punto d’arrivo, ma un passaggio di consapevolezza.
La connessione più importante, ricorda Borra, resta quella umana.
E il compito affidato dal palco è chiaro:
tenere insieme i fili, comprendere i nodi, trasformare le storie in visione condivisa.
Il cammino verso il decennale è già iniziato.

