La puntata n.51 di Eccellenze Italiane Podcast riporta al centro uno degli incontri più intensi di FEGE – Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emergente 2022, svoltosi a Bobbio, in provincia di Piacenza.
Uno special che torna oggi con una forza ancora più attuale, nel percorso di avvicinamento alla nuova edizione del festival prevista a fine marzo 2026 a Terni.

Protagonista dell’incontro è Domenico Iannacone, in dialogo con Piero Muscari.
Un confronto che supera il format dell’intervista per trasformarsi in una riflessione profonda sul senso del giornalismo oggi.

Il racconto parte dalle esperienze personali, dai lavori umili, dalle scelte difficili che hanno segnato il percorso umano e professionale di Iannacone.
Un percorso che diventa chiave di lettura per comprendere una visione precisa del mestiere: raccontare le storie senza tradirle, senza semplificarle, senza adattarle alle logiche della velocità e dello spettacolo.

Al centro del dialogo emerge il tema del tempo.
Il tempo necessario per ascoltare, per osservare, per entrare davvero dentro le storie.
In un contesto in cui l’informazione è sempre più rapida e frammentata, Iannacone rivendica la necessità di rallentare, di restituire profondità al racconto, di lasciare spazio anche ai silenzi.

È proprio nei silenzi, nei dettagli, nelle pause che spesso si nasconde la verità più autentica.
Una verità che non può essere compressa o ridotta a pochi secondi, ma che richiede attenzione, rispetto e responsabilità.

Uno dei passaggi più significativi riguarda il ruolo del giornalista nel dare voce a chi non ce l’ha.
Le storie degli “ultimi”, delle persone ai margini, diventano il centro di una narrazione che non cerca spettacolarizzazione, ma comprensione.

In questo senso, il giornalismo torna a essere uno strumento di ascolto e di restituzione.
Un modo per rendere visibili realtà che altrimenti resterebbero escluse dal racconto dominante.

Il dialogo tocca anche il tema della libertà.
Una libertà che, per Iannacone, passa spesso attraverso la scelta della precarietà, intesa non come limite ma come condizione per mantenere indipendenza e coerenza.

Si parla poi di televisione e del suo cambiamento.
Di un linguaggio che rischia di perdere profondità, schiacciato dalla necessità di essere immediato, veloce, consumabile.
E della sfida, sempre più urgente, di costruire nuovi spazi di racconto capaci di andare oltre la superficie.

Ma il cuore della puntata resta la riflessione sulla verità.
Una verità che non si esaurisce nelle parole, ma che vive anche nei dettagli, nei tempi, nelle scelte narrative.
Una verità che richiede responsabilità, perché ogni storia raccontata ha un impatto reale sulle persone coinvolte.

Questo special di Eccellenze Italiane Podcast non è solo un’intervista, ma una vera e propria presa di posizione sul futuro del giornalismo.
Un invito a recuperare profondità, ascolto e senso critico in un’epoca dominata dalla velocità.

Un messaggio che si inserisce perfettamente nello spirito di FEGE, il festival che continua a promuovere un confronto autentico tra generazioni, linguaggi e visioni, ponendo al centro il valore della cultura e dell’informazione.

🎧 Guarda la puntata completa
👉 https://youtu.be/62Rvz4WEiKw