Al Teatro Parioli Costanzo di Roma, il Presidente di Montegrappa racconta a Piero Muscari il percorso di un marchio ultracentenario, il suo rilancio internazionale e il valore dell’artigianato italiano.
Ci sono imprese che custodiscono la propria storia. E imprenditori che hanno il coraggio di riprenderla in mano per scriverne il futuro.
È il caso di Giuseppe Aquila, Presidente di Montegrappa, tra i protagonisti della X edizione del Galà delle Eccellenze Italiane, celebrata il 16 ottobre 2026 al Teatro Parioli Costanzo di Roma.
Nel dialogo con Piero Muscari, ideatore e conduttore dell’evento, Aquila ha ripercorso una vicenda imprenditoriale che intreccia tradizione familiare, visione internazionale, capacità di innovare e determinazione nel preservare un patrimonio manifatturiero italiano.
Montegrappa: una storia di famiglia lunga oltre un secolo
Fondata a Bassano del Grappa, Montegrappa rappresenta uno dei nomi storici della manifattura italiana di strumenti per la scrittura.
Il rapporto della famiglia Aquila con l’azienda risale al 1938, quando il nonno di Giuseppe, produttore di inchiostri, si rivolse alla manifattura veneta per realizzare una propria linea di penne.
Nel 1981 il padre di Giuseppe acquisì Montegrappa, avviando una nuova fase imprenditoriale. Nel 1992 Giuseppe si trasferì a Bassano del Grappa, assumendo la responsabilità dei mercati esteri e contribuendo all’evoluzione del marchio verso il collezionismo e il lusso internazionale.
La svolta più significativa arrivò dopo la vendita dell’azienda a un gruppo internazionale nel 2000.
Alla fine del 2009, Giuseppe Aquila e suo padre decisero di riacquistare Montegrappa, riportando il controllo del marchio nelle mani della famiglia italiana.
Una scelta che Piero Muscari ha sottolineato durante la premiazione come esempio della volontà di preservare e valorizzare un patrimonio industriale e culturale del Paese.
Sylvester Stallone, Jean Alesi e il rilancio internazionale
Tra gli episodi più curiosi emersi durante l’intervista, il rapporto di Giuseppe Aquila con Sylvester Stallone.
L’attore, amico di lunga data dell’imprenditore e collezionista di penne Montegrappa, aveva acquistato un’edizione limitata per firmare un importante contratto cinematografico. Dopo aver smarrito la penna, si rivolse all’azienda per ottenere un altro esemplare.
Non essendo più disponibile l’edizione originale, Montegrappa gli offrì una prova d’autore. Un gesto che contribuì a rafforzare il rapporto personale e professionale.
Quando Aquila decise di riacquistare l’azienda, coinvolse Stallone nel nuovo progetto. Alla ripartenza partecipò anche Jean Alesi, contribuendo alla visibilità internazionale del marchio.
Il lusso non è il prezzo: è il lavoro dell’artigiano
Uno dei temi centrali dell’intervista è stato il significato autentico del lusso.
Giuseppe Aquila ha raccontato il lavoro dell’atelier Montegrappa, dove miniaturisti, incisori, smaltatori e altri artigiani specializzati trasformano una penna in un oggetto di grande complessità artistica.
Alcune creazioni richiedono mesi di lavorazione. Nel corso del dialogo, Aquila ha ricordato anche una penna Montegrappa venduta nel 2010 a un’asta di beneficenza in Cina per 6,3 milioni di euro, presentandola come un risultato eccezionale nella storia del settore.
Dietro queste cifre, tuttavia, non c’è soltanto il valore dei materiali preziosi, ma soprattutto quello delle competenze, del tempo e della creatività.
Una visione racchiusa nella frase scelta per celebrare il suo riconoscimento:
«Per me non esiste un’altra vita. Il lusso non è il prezzo, è la qualità. È la mano dell’artigiano».
La scrittura a mano e il valore delle nuove generazioni
La conversazione ha affrontato anche il rapporto tra scrittura tradizionale e strumenti digitali.
Secondo Aquila, utilizzare una penna significa ritrovare il tempo della riflessione, scegliere con attenzione le parole e riscoprire il valore personale del gesto di scrivere.
Il Presidente di Montegrappa ha inoltre raccontato l’interesse di molti giovani per la calligrafia e l’importanza di coinvolgere nuove generazioni di artigiani nella produzione.
L’azienda, ha spiegato, conta circa 60 persone, con giovani professionisti che lavorano accanto a figure di maggiore esperienza, contribuendo al passaggio delle competenze e all’introduzione di nuove idee.
Un equilibrio tra tradizione e innovazione che rappresenta uno degli elementi fondamentali per il futuro del marchio.
La premiazione con Alfredo Cestari e Aldo Cingolani
Ad accompagnare Giuseppe Aquila durante la premiazione sono stati due Ambasciatori delle Eccellenze Italiane: Alfredo Cestari, Presidente del Gruppo Cestari, e Aldo Cingolani, Presidente di Bertone Group.
Cingolani ha approfondito il rapporto tra design, ergonomia e funzionalità, ricordando che una penna, per quanto preziosa, resta prima di tutto uno strumento da utilizzare.
Cestari ha invece richiamato il valore della firma come espressione di responsabilità, collegandolo alla propria esperienza imprenditoriale internazionale e alle opportunità di collaborazione con il continente africano.
A Giuseppe Aquila è stata consegnata un’opera del maestro Silvio Vigliaturo, simbolo del riconoscimento ricevuto.
Il momento conclusivo è stato accompagnato dalla lettura della frase scelta per il premiato, affidata alla voce dell’attrice e doppiatrice Emanuela Rossi.
Giuseppe Aquila e il segno lasciato da Montegrappa
La vicenda di Giuseppe Aquila esprime uno dei temi centrali del Decennale delle Eccellenze Italiane: il segno che le persone lasciano attraverso le proprie scelte.
Riportare in Italia un marchio storico, investirvi nuovamente, preservare competenze artigianali e creare opportunità per i giovani significa costruire un ponte concreto tra passato e futuro.
La storia di Montegrappa dimostra come una tradizione possa continuare a vivere senza rinunciare all’innovazione.
Perché il vero valore di un’eccellenza non è soltanto ciò che ha realizzato, ma ciò che continuerà a rendere possibile.
Guarda il video integrale della premiazione di Giuseppe Aquila al Galà delle Eccellenze Italiane 2026.

