Un brindisi alla storia: la premiazione al Galà 2025

Nel corso del Galà delle Eccellenze Italiane 2025, ideato e diretto da Piero Muscari, il pubblico ha applaudito una delle storie più autentiche e radicate nel territorio italiano: quella di Alessandro Contini, quarta generazione della Cantina Contini 1898, simbolo dell’enologia sarda e punto di riferimento della viticoltura del Mediterraneo.

A consegnargli il premio, la straordinaria Annamaria Bernardini de Pace, protagonista della serata e voce di un’introduzione che ha unito emozione e ironia. La canzone scelta per accompagnare la premiazione è “La Cura” di Franco Battiato, perfetta metafora del rapporto profondo tra l’uomo, la vigna e la terra.


Una storia lunga cinque generazioni

Fondata nel 1898 a Cabras, nel cuore del Sinis, la Cantina Contini è una delle aziende più antiche della Sardegna.
Alessandro Contini racconta sul palco il viaggio iniziato con Salvatore Contini, proseguito con Attilio e poi con la terza generazione – Totino, Paolo e Antonio – fino all’attuale guida condivisa con il cugino Mauro Contini.

“Produrre vino oggi significa raccontare un territorio, un popolo, una cultura.
Nei nostri vini c’è l’amore per la terra e per la nostra Sardegna.”

Oggi la quinta generazione, rappresentata dalla figlia di Alessandro, inizia a muovere i primi passi in azienda, confermando una continuità che non è solo familiare, ma culturale.


La Vernaccia: simbolo di identità e rinascita

Contini è la cantina che ha salvato dall’estinzione la Vernaccia di Oristano, vitigno millenario e cuore dell’enologia sarda.
Negli anni Settanta, gli ettari coltivati erano oltre tremila; oggi ne restano meno di trecento.
Grazie all’impegno della famiglia, questo vino è rinato come DOC nel 1971, diventando il simbolo della resilienza della Sardegna.

Nel tempo, l’azienda ha riscoperto anche vitigni autoctoni come Nieddera, Caddiu e Maristellu, portando avanti una produzione che unisce tradizione e innovazione, sempre fedele al territorio.


Un vino che racconta la Sardegna

La filosofia Contini è racchiusa in un principio semplice:

“Il vino è cultura, storia, identità. Non si beve solo, si ascolta.”

Ogni bottiglia è una memoria liquida, capace di restituire i profumi del mare e della terra sarda, con vini che oggi raggiungono i mercati internazionali senza perdere la lingua dell’isola.
Tra le etichette più rappresentative, spiccano Carignos, Barrile e Karmis, vini che portano il carattere e la generosità del Sinis nel mondo.


Un’eredità che guarda al futuro

Durante l’intervento, Piero Muscari ha ricordato la visita alla cantina nel percorso estivo delle Eccellenze Italiane in Sardegna, guidato dall’ambasciatore Nicola Ibba, sottolineando come l’esperienza Contini rappresenti un modello perfetto di radici, innovazione e cultura d’impresa.

La premiazione si è conclusa con un lungo applauso e un brindisi ideale all’isola e alla sua storia, con le parole di Alessandro Contini:

“Dal 1898 la Cantina Contini custodisce l’anima del Sinis.
Ogni bottiglia racconta la nostra famiglia, la nostra terra e la nostra Sardegna.”