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	<title>Marca &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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		<title>Génesis: la nuova mostra di Giuseppe Lo Schiavo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 07:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Rocco Guglielmo]]></category>
		<category><![CDATA[Génesis di Giuseppe Lo Schiavo]]></category>
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					<description><![CDATA[Génesis di Giuseppe Lo Schiavo dal 22 settembre al 17 novembre 2018 al Marca Museo delle Arti di Catanzaro a cura di Roberto Sottile Inaugurazione 22 settembre ore 19.00 &#160; Il 22 settembre alle ore 19.00 si inaugura presso il Museo Marca di Catanzaro, “Génesis” la mostra personale dell’artista fotografo Giuseppe Lo Schiavo a cura del critico [&#8230;]]]></description>
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<h1>Génesis di Giuseppe Lo Schiavo dal 22 settembre al 17 novembre 2018 al Marca Museo delle Arti di Catanzaro a cura di Roberto Sottile</h1>
<h2 style="text-align: center;">Inaugurazione 22 settembre ore 19.00</h2>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Il 22 settembre alle ore 19.00 si inaugura presso il <strong>Museo Marca di Catanzaro, “Génesis”</strong> la mostra personale dell’artista fotografo Giuseppe Lo Schiavo a cura del critico d’arte Roberto Sottile. L’evento rientra nel più ampio progetto GLOCAL nell’ambito della sezione “Attraversare il territorio”, promosso dalla <strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/fondazione-rocco-guglielmo/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Rocco Guglielmo</a></strong>, realizzato in collaborazione con l&#8217;Amministrazione Provinciale di Catanzaro, ed è costruito attorno alla complessa ricerca di <strong>Giuseppe Lo Schiavo</strong> che attraverso la fotografia si pone l’obiettivo di raccontare il rapporto-legame tra uomo e natura.</p>
<p>“<em>Una ricerca, una connessione</em> – come scrive Roberto Sottile nel testo del catalogo edito da Silvana Editoriale &#8211; <em>in cui l’uomo sta alla natura come la natura sta all’uomo; entità che vivono simultaneamente, nello stesso tempo e nello stesso momento perché fanno parte di quell’insieme, di quel ciclo della vita che genera creazione e diventa realizzazione e correlazione; interdipendenza che “procrea” e si trasforma nell’opera della vita che determina tutti gli insiemi di quello che possiamo definire ecosistema, cioè l’insieme degli organismi viventi e della materia non vivente, che interagiscono e costituiscono un sistema autosufficiente e funzionale. Senza distinzione alcuna. Ne variabili. La fotografia diventa in questo processo di “genesi” il risultato finale, il mezzo naturale; memoria, con la quale catturare un istante capace di condurci “oltre</em>”.</p>
<p>Trasgredire, mettersi in gioco, senza spezzare quell’equilibrio e quell’armonia eloquente, che appartiene al “carattere” genetico e all’identità dell’uomo, che l’artista trasferisce nei suoi lavori, come il risultato di una armonizzazione di idee. Un viaggio eccitante, intrapreso dalla necessità di capire; di ritrovare quelle credenziali essenziali nel rapporto-scontro tra uomo e natura. Decodificare questo legame significa riuscire a comporre quella connessione congenita che è alla base della nostra interazione reciproca, con il tempo e con lo spazio che ci circonda. Giuseppe Lo Schiavo ci propone una prospettiva antropologica che si realizza nella sua ricerca e nella sua poetica attraverso la sacralità del legame inscindibile tra uomo e natura”. “Assistiamo – continua Sottile &#8211; ad una trasformazione del paesaggio. Una nuova nascita. Un cambiamento naturale che segue le regole di due forze che apparentemente si oppongono e competono l’una sull’altra per poi congiungersi e diventare una sola energia. Il risultato è un complesso di elementi, struttura perfetta che l’artista ferma nell’immagine fotografica. Istanti di un ciclo naturale che dialogano e parlano il linguaggio universale. L’uomo è creatività. Esso appartiene alla natura perché la natura è l&#8217;insieme di tutto ciò che esiste; ne conosce i principi attraverso le sue azioni, ne conosce le sue decisioni e le sue idee. La sua creatività interagisce nel tempo che regola gli attimi infiniti del processo naturale di creazione, che è alla base della scintilla della vita. Genesi, materia e spirito. Un dialogo che l’artista costruisce nella sua visione, e ci restituisce tramite la fotografia; algoritmo perfetto che coniuga attimo, tecnica ed istinto. Una ricerca artistica dai risvolti filosofici-genetici che diventa cardine essenziale dove condividere memoria, cioè quella conoscenza che ci circonda, a cui apparteniamo.”</p>
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<p style="text-align: right;"><strong>Info utili</strong><br />
<strong>GIUSEPPE LO SCHIAVO Génesis</strong><br />
<strong>a cura di Roberto Sottile</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>dal 22 settembre al 17 novembre 2018 inaugurazione sabato 22 settembre ore 19.00 conferenza stampa sala panoramica museo ore 18.30</strong></p>
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<p><strong>Museo MARCA – Via Turco 63, Catanzaro</strong><br />
<strong>dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 13.00 – dalle 15.30 alle 20.00 www.museomarca.info</strong></p>
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<p style="text-align: right;"><strong>circonda, a cui apparteniamo.”</strong></p>
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		<title>Al Marca di Rocco Guglielmo l&#8217;antologia di Marco Petrus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2018 08:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[antologia]]></category>
		<category><![CDATA[Marca]]></category>
		<category><![CDATA[marco petrus]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco guglielmo]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Marca di Catanzaro, diretto da Rocco Guglielmo,  l’antologia di Marco Petrus dal 12 maggio al 20 agosto 2018. La mostra presenta 35 opere di grandi dimensioni che coprono oltre un decennio di attività dell’artista milanese. Esposti alcuni dipinti inediti della serie Dalle Belle Città del 2012. Dal 12 maggio al 20 agosto 2018, il MARCA [&#8230;]]]></description>
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<h1>Al Marca di Catanzaro, diretto da Rocco Guglielmo,  l’antologia di Marco Petrus dal 12 maggio al 20 agosto 2018.</h1>
<p><strong>La mostra presenta 35 opere di grandi dimensioni che coprono oltre un decennio di attività dell’artista milanese.</strong></p>
<p><strong>Esposti alcuni dipinti inediti della serie Dalle Belle Città del 2012.</strong></p>
<p>Dal 12 maggio al 20 agosto 2018, il <strong>MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro</strong>, diretto da <strong>Rocco Guglielmo</strong>, ospita l’antologica di <strong>Marco Petrus</strong> (1960).</p>
<p>La rassegna dal titolo Antologica 2003 – 2017, curata da Elena Pontiggia, organizzata dalla <a href="http://www.eccellenzeitaliane.eu/fondazione-rocco-guglielmo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione Rocco Guglielmo</strong></a> e dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, in collaborazione con M77 Gallery di Milano, presenta 35 opere di grandi dimensioni che coprono oltre un decennio di attività, dell’artista milanese, tra cui alcuni dipinti inediti della serie Dalle Belle Città del 2012.</p>
<p>“Il Marca di Catanzaro – afferma Rocco Guglielmo – è davvero lieto di ospitare la personale di una delle voci più interessanti della pittura contemporanea italiana. La rassegna copre l’ultimo decennio di produzione di Marco Petrus. È bello pensare che storia dell’artista si sia sviluppata in parallelo con quella del Marca, che compie i suoi primi dieci anni di attività. La mostra quindi diventa un momento di celebrazione reciproca e di attestazione di una crescita comune sul palcoscenico dell’arte”.</p>
<p>“Petrus – ricorda Elena Pontiggia, attraverso la raffigurazione dei capolavori di Muzio o Terragni, di Varisco o Portaluppi (per citare solo alcuni nomi tra i tanti che ha toccato e interpretato), ha dipinto non solo quelle architetture, ma anche l’equilibrio o, più spesso, lo squilibrio in cui siamo immersi. Ha dipinto l’ordine, la capacità costruttiva, la vocazione propositiva, ma anche le torri di Babele che incontriamo nella nostra vita. L’architettura, nei suoi quadri, diventa anche qualcosa di pericolante, quando con la fine degli anni Novanta i suoi edifici iniziano a inclinarsi, a pendere obliquamente come moderne torri di Pisa. Oppure diventa qualcosa di enigmatico e di incongruente”.</p>
<p>Il percorso espositivo si muove a ritroso, inizia con una selezione di opere presentate per la prima volta alla rassegna Matrici del 2017, tenuta nella sede delle Gallerie D’Italia di Banca Intesa di Napoli, tra cui spicca M21, una particolare visione delle Vele di Scampia, nella quale Petrus decontestualizza l’elemento architettonico arrivando a una estrema sintesi formale del paesaggio urbano contemporaneo.</p>
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<p>A seguire, un’intera sala è dedicata a cinque dipinti della serie Atlas, esposti nel 2014 alla Triennale di Milano, che ruotava attorno alle sue interpretazioni delle possibili geografie architettoniche della “Città ideale”. Con questo ciclo, Petrus ripercorre tipologie, particolarità, scorci, simbologie e caratteristiche dello spazio urbano costruito nel corso della sua indagine geografico-simbolica attraverso le diverse città del mondo, e in particolare Milano, formando così un “atlante urbano” immateriale e idealmente diffuso, quasi una moderna Enciclopédie métropolitaine.</p>
<p>Nella grande sala centrale del Marca si alternano quindi gli inediti Dalle Belle Città con diversi Upside Down, tra cui due ammirati a New York in occasione del Columbus day del 2005.</p>
<p>Chiude l’esposizione, una selezione di lavori ispirati alle architetture di diverse città europee: Budapest, Lubiana, Praga, oltre Napoli e Trieste.</p>
<p>Marco Petrus lavora da più di vent’anni, a livello squisitamente pittorico, sulla rielaborazione delle architetture metropolitane, con una fortissima e progressiva stilizzazione di elementi che tende a volte, nell’estrema ricerca di sintesi di linee e toni cromatici, a sfiorare l’astrazione.<br />
 Col tempo, il suo lavoro si è sempre più schematizzato dal punto di vista compositivo e si è “raffreddato”, in un processo di graduale e progressiva sottrazione di elementi realistici o narrativi, in favore di una sempre maggiore geometria compositiva e strutturale.</p>
<p>Il lavoro di Petrus sul paesaggio urbano parte inizialmente dalle suggestioni della città in cui è sempre vissuto, Milano; in seguito si sposta anche su altre città, italiane e non solo. Ecco allora, soprattutto in occasione di mostre all’estero – a volte in gallerie private, altre volte in importanti spazi pubblici nei quali è invitato a esporre – che la ricerca dell’artista si concentra sui palazzi di Londra, su quelli di New York, di Shanghai o di altre grandi capitali europee ed extraeuropee, a seconda del luogo nel quale il suo lavoro verrà in seguito presentato.</p>
<p>La sua diviene così, sempre di più, un’ideale ricognizione degli elementi caratteristici e fondanti delle strutture urbane, indipendentemente dal luogo in cui esse nascono e si sviluppano; quasi un vero e proprio “atlante diffuso” nel quale sia possibile rintracciare, sottotraccia, tutte le caratteristiche, le linee di base, le strutture portanti dell’architettura moderna e contemporanea.</p>
<p>In occasione della mostra, verrà pubblicata una monografia Marsilio editori (pagg. 144, 70 immagini a colori) che approfondisce l’attività artistica di Petrus, tra il 2003 e il 2017, e che presenta i saggi di Elena Pontiggia, Domenico Piraina, Roberto Dulio e una ricca antologia critica con testi di Francesca Alfano Miglietti, Guido Canella, Francesco Cataluccio, Michele Bonuomo, Fulvio Irace e altri. Il volume completa idealmente il percorso editoriale iniziato nel 2003 con il volume (Electa / Italian Factory) che proponeva il primo momento di riflessione sul lavoro di Marco Petrus, tra il 1996 e il 2002.</p>
<p>Note biografiche<br />
 Marco Petrus (Rimini 1960), dal 2000 ha esposto a Santa Fe, a Milano, Mosca, Venezia, New York,</p>
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<p>Londra, Roma alternando a importanti gallerie internazionali prestigiosi spazi pubblici (lo Shanghai Art Museum, il Taipei Fine Arts Museum, Palazzo Reale a Milano o il Complesso del Vittoriano a Roma), continuando a concentrarsi, oltre che sul paesaggio urbano italiano, sui palazzi di Londra, Marsiglia, su quelli di New York, o di Shanghai, o delle altre grandi capitali europee ed extraeuropee.</p>
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