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	<title>Belpaese &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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	<title>Belpaese &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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		<title>Heinz Beck e la sua cucina di mignon</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 06:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare & Dormire]]></category>
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					<description><![CDATA[Heinz Beck, storia di Eccellenze Italiane 2016 e membro del nostro comitato scientifico. Prodotti mediterranei, leggerezza e digeribilità, tecnica avanzata e sinergie di sala sono i capisaldi di un ristorante totale, capace di rinverdire un mito della cultura romantica. Potrebbe essere considerata l’ultima metamorfosi di Mignon, la cucina di Heinz Beck. Se è vero che [&#8230;]]]></description>
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<h4 class="wp-block-heading">Heinz Beck, storia di Eccellenze Italiane 2016 e membro del nostro comitato scientifico. </h4>



<p>Prodotti mediterranei, leggerezza e digeribilità, tecnica avanzata e sinergie di sala sono i capisaldi di un ristorante totale, capace di rinverdire un mito della cultura romantica.</p>



<p>Potrebbe essere considerata l’ultima metamorfosi di <strong>Mignon</strong>, la cucina di <strong><a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/heinz-beck/" data-type="post_tag" data-id="936">Heinz Beck</a>.</strong> Se è vero che la goethiana canzone di Mignon (“Kennst du das Land wo die Zitronen blühen”) è il manifesto di una nostalgia tedesca per il Belpaese, che ha conosciuto innumerevoli manifestazioni negli ultimi tre secoli, da Nietzsche a Gottfried Benn, passando per Joseph Beuys: quasi un motore creativo a energia solare. Non si spiega altrimenti il fascino tutto particolare di una cucina dove il Mediterraneo, mai posseduto né dato per scontato, diventa poesia e desiderio dell’altro. Lo sguardo chiaro e la tecnica ineccepibile nel protendere il piatto come un obiettivo fotografico. “Dahin”, laggiù, come ripete la ragazzina.</p>



<p>Il nuovo viaggio in Italia di <strong>Heinz Beck</strong> dura dal 1994, quando il cuoco trentenne di Friedrichshafen ha posato piede per la prima volta sotto le Alpi, senza parlare una parola di italiano. La sua formazione, dopo l’alberghiero a Passau e il master presso la scuola di Altötting, si era svolta quasi tutta in patria, a Monaco presso un catering stellato, a Friburgo quale chef de partie del Colombi Hotel e soprattutto presso il leggendario Tantris di Heinz Winkler, nelle vesti di secondo e pasticciere. Era la casa di una cucina francesizzante, moderna secondo gli standard del tempo, teutonica per solidità, tecnica e rigore. Poi il Tristan di Mallorca e il Residenz di Aschau, sempre in qualità di sous-chef.</p>



<p>“A Roma ho cercato di ambientarmi, mangiando nei ristoranti tipici e studiando i libri di cucina. Ma non è così che si sviscera una gastronomia. Per capire cosa fosse l’italianità ho dovuto aspettare di conoscere mia moglie Teresa, che è siciliana. Perché il sapore passa sempre attraverso la famiglia e l’affetto. Oggi faccio una cucina d’autore con influenze italiane, qualcosa che fa parte della forma mentis di un popolo come il mio, avvezzo alle contaminazioni per mancanza di frontiere naturali. Ed è in continua evoluzione: in questo momento sto lavorando a 15 piatti nuovi. Non smettiamo mai di ricercare prodotti di qualità, da elaborare con tecniche e cotture nuove, in cerca di equilibri diversi. Ad esempio, gli ortaggi di un’azienda biodinamica del Reatino o le erbe di una signora dei Castelli. Perché quando conosci il produttore, vai sul sicuro”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="970" height="970" src="https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2018/03/Heinz-Beck-Piatto.jpg" alt="Heinz Beck Piatto - Eccellenze Italiane TV" class="wp-image-28006" title="Heinz Beck e la sua cucina di mignon 1 - Eccellenze Italiane TV" srcset="https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2018/03/Heinz-Beck-Piatto.jpg 970w, https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2018/03/Heinz-Beck-Piatto-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></figure>



<p>Lo testimonia il laboratorio che affianca la vasta cucina, con la sua parata di tecnologie che mette sull’attenti i cuochi: tre liofilizzatori (“perché uno non bastava, ma ci sono voluti tre anni per ricavarne il primo piatto”), la centrifuga ad alta velocità, il distillatore a rotazione, l’estrattore, il Gastrovac, utile per non disperdere i nutrienti in cottura grazie alle basse temperature… Fra i focus della cucina infatti c’è la salubrità, approfondita con l’aiuto di professori e dottori. “Perché se è vero che siamo quello che mangiamo, abbiamo il dovere di dare al nostro organismo ciò di cui necessita. Ne tengo conto al momento di modulare il crescendo del menu degustazione, in modo che risulti equilibrato e leggero. Perché ogni pasto finisce il giorno dopo, quando si è digerito”. Senza dimenticare lo scarto zero: i ritagli nella pancia dei macchinari si convertono in polveri, basi di salse o fragranti meringhe salate. “Ma non faccio cucina molecolare: uso più la fisica della chimica, cioè degli additivi. E non manca la padella per tante preparazioni, in cui cerco sempre il punto di coincidenza fra curva organolettica e nutrizionale. Durante il servizio non sto al passe, ma mi sposto, manteco una pasta, controllo una cottura, finisco una salsa”.</p>



<p>Prodotti, Tecnica, Salute: ma ad assicurare la stabilità del ristorante è l’ultimo vertice, chiamato “servizio”. La brigata, fra le più celebrate d’Italia, è guidata dal direttore <strong>Simone Pinoli</strong> e dal sommelier Marco Reitano, che amministra una carta ricca di 3600 referenze, costruendo percorsi di abbinamento ad hoc sui desideri degli ospiti. Né mancano le finiture al tavolo, compreso il trancio al guéridon, che crea l’occasione per raccontare meglio il piatto.</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Fonte: Reportergourmet.com</em></p>



<p class="has-text-align-right"><em><a href="http://reportergourmet.com/86823/la-cucina-di-mignon-heinz-beck-alla-pergola-dellhotel-cavalieri-di-roma.html" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per leggere l&#8217;articolo completo</em></p>
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		<title>Cibo made in italy: tutti pazzi a Dublino per la cucina italiana</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/cibo-made-in-italy-tutti-pazzi-a-dublino-per-la-cucina-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 15:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
		<category><![CDATA[cultura enogastronomica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[Un vero rapporto d’amore quello degli irlandesi sta diventando sempre più con il cibo italiano. Negli ultimi anni, infatti, sia per la qualità delle materie prime della cucina mediterranea che per la crescente internazionalizzazione dovuta al trasferimento di numerose multinazionali, sono nati numerosi ristoranti che puntano sulla cucina del Belpaese. Un vero e proprio boom se si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Un vero rapporto d’amore quello degli irlandesi sta diventando sempre più con il cibo italiano.</h1>
<p>Negli ultimi anni, infatti, sia per la qualità delle materie prime della cucina mediterranea che per la crescente internazionalizzazione dovuta al trasferimento di numerose multinazionali, sono nati numerosi ristoranti che puntano sulla cucina del Belpaese. Un vero e proprio boom se si pensa che oggi, solo a Dublino, ci sono oltre 30 ristoranti italiani e altri sono in procinto di aprire.</p>
<p>Tra questi c’è chi ha pensato di andare oltre, come il <strong>Gruppo Flavour of Italy</strong>, proprietario di due ristoranti in città e di una scuola di cucina che sta spopolando nella capitale grazie ai &#8216;Cookery Party&#8217;, vere e proprie esperienze immersive nella <strong>cultura enogastronomica italiana</strong> che oggi hanno una lista di attesa di diverse settimane, come un ristorante stellato. </p>
<p>La formula è semplice e vincente: gli ospiti, guidati dagli chef, imparano a cucinare i migliori piatti della tradizione &#8211; <strong>dalla pasta fresca alla pizza al tiramisù &#8211; mentre sorseggiano dell’ottimo vino italiano.</strong> Poi, tutti insieme gustano la cena preparata a partire dagli ingredienti di base. Un po’ lezione di cucina, un po’ party, è un’opportunità unica per divertirsi, imparare nuove cose e fare squadra, una vera e propria sessione di team building, intorno a un tavolo, secondo la più autentica tradizione italiana.</p>
<p>“Vivendo qui a Dublino &#8211; commenta Marco Giannantonio, General Manager del gruppo Flavour of Italy &#8211; abbiamo scoperto che gli irlandesi, e i numerosi ospiti internazionali che la abitano, oltre ad apprezzare l’enogastronomia italiana comodamente seduti a tavola, amano letteralmente ‘mettere le mani in pasta’. Per questo, diversi anni fa, abbiamo aperto una piccola scuola di cucina dove insegnare alcune ricette base della nostra tradizione e dove organizzare eventi di &#8216;team building&#8217; destinati a piccoli gruppi di amici e alle numerose multinazionali che qui hanno portato manager provenienti da ogni parte del mondo. Il successo è stato tale che, dalla vecchia sede dove avevamo spazio per una decina di persone oggi, grazie anche alla popolarità dei nostri due ristoranti, riusciamo a ospitare anche eventi per 80 persone”.</p>
<p>E così, grazie a un’offerta modulabile, sia per il numero di partecipanti &#8211; da piccoli gruppi di amici a intere divisioni di aziende &#8211; che per le ricette da preparare, a Dublino, negli ultimi mesi, spopolano gli eventi organizzati da Flavour of Italy che, oltre alla scuola di cucina e a un catering service, di recente ha aperto il suo secondo ristorante, &#8216;Pinocchio&#8217;, nella centralissima Temple Bar.</p>
<p>Un gruppo che oggi può annoverare tra i clienti più affezionati aziende come Facebook, Instagram, Pfizer, Kpmg, Microsoft, LinkedIn, Google, Twitter e molti altri che, unanimemente, hanno decretato i &#8216;Cookering Party&#8217; come il metodo più efficace per rafforzare lo spirito di squadra dei propri impiegati o semplicemente per trascorrere una serata esclusiva con un ingrediente in più.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Fonte: Adnkronos</strong></p>
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		<title>Cucina made in Italy a Londra da Panetteria by Fucina</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/cucina-made-in-italy-a-londra-da-panetteria-by-fucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 09:59:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
		<category><![CDATA[cibo biologico italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Fucina]]></category>
		<category><![CDATA[Gualtiero Marchesi]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy gastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[Marylebone]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Porta]]></category>
		<category><![CDATA[Panetteria by Fucina]]></category>
		<category><![CDATA[pizzerie italiane]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione culinaria italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Panetteria by Fucina, l’inaugurazione il 1 Febbraio a Marylebone, Londra. La capitale inglese che sulla ristorazione made in Italy di qualità sta decisamente scommettendo avrà ancora un’apertura tricolore. Panetteria by Fucina a Londra La Panetteria by Fucina, che è parte di un progetto più ampio – Fucina – e vanta il know how di Massimiliano Porta, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Panetteria by Fucina, </strong>l’inaugurazione il 1 Febbraio a Marylebone, Londra. La capitale inglese che sulla ristorazione <strong>made in Italy</strong> di qualità sta decisamente scommettendo avrà ancora un’apertura tricolore.<span id="more-16025"></span></p>
<h1 class="itemTitle">Panetteria by Fucina a Londra</h1>
<p>La<strong> Panetteria by Fucina</strong>, che è parte di un progetto più ampio – Fucina – e vanta il know how di <strong>Massimiliano Porta</strong>, già capo panettiere di Princi London e assistente pasticcere da <strong>Gualtiero Marchesi</strong> sarà aperta sette giorni su sette: una nuova bakery che ha l’obiettivo di proporre la più alta qualità di cibo biologico italiano in formula takeaway, seguendo lo stile e le ricette della tradizione culinaria del Belpaese.</p>
<h2><strong>Londra chiama Italia</strong></h2>
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<p align="JUSTIFY">A Londra è il momento delle pizzerie italiane. L’interesse di grandi attori della scena nazionale come la famiglia Condurro, i fratelli Aloe, i <strong>fratelli Salvo</strong> – rispettivamente alla guida di corazzati brand della pizza, <strong>Da Michele</strong>, <strong>Berberè </strong>e l’omonima insegna della famiglia Salvo a San Giorgio a Cremano – conferma la ricettività di una scena gastronomica che oggi, come mai prima d’ora, è pronta a recepire la qualità e l’autenticità della tradizione culinaria italiana. Tanto che nella capitale inglese, poliedrica e dinamica sul versante ristorativo, sono molti gli esperimenti che proprio alla cucina italiana e alla sua reintepretazione strizzano l’occhio per ingolosire una clientela parecchio esigente. A questo proposito sarà opportuno citare la parentesi tricolore del team di The Clove, chef <strong>Isaac McHale</strong> in testa, che da un paio di mesi si cimenta a Clerkenwell con la proposta di <u><a href="http://www.gamberorosso.it/it/news/1025727-luca-a-londra-il-raddoppio-del-the-clove-club-nel-segno-della-cucina-italiana" target="_blank" rel="noopener"><strong>Luca</strong></a></u>, “ingredienti stagionali inglesi interpretati in prospettiva italiana”, recita il mantra della casa. In linea con un approccio “<em>britalian</em>”, per usare un neologismo che non lascia adito a dubbi. Con focus sui primi piatti e la pasta, secca, all’uovo, ripiena, in brodo, e tante specialità in arrivo dal Belpaese. Ma il <strong>made in Italy gastronomico</strong> attira i capitali di tanti altri investitori londinesi.</p>
<h3 align="JUSTIFY"> </h3>
<p><strong><a href="http://www.eccellenzeitaliane.eu/panetteria-by-fucina-cucina-made-in-italy-a-londra/" target="_blank" rel="noopener">Leggi di più su EccellenzeItaliane.eu</a></strong></div>
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