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	<title>Storie &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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	<title>Storie &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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		<title>Alessandro Contini</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/alessandro-contini-vini-contini-1898-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 11:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Contini]]></category>
		<category><![CDATA[Contini 1898]]></category>
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					<description><![CDATA[Alessandro Contini, presidente di Contini 1898, storica azienda vitivinicola di Cabras. Guarda il video della storia di questa straordinaria cantina.]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Una storia di famiglia lunga oltre un secolo</h3>



<p><strong>Alessandro Contini è l’attuale presidente di <a href="https://vinicontini.com/?_gl=1*1pknqth*_up*MQ..*_ga*MjAyNDk0NTI3LjE3NTE2MjYxMzU.*_ga_TQSMZZZFN9*czE3NTE2MjYxMzQkbzEkZzAkdDE3NTE2MjYxMzQkajYwJGwwJGgw" target="_blank" rel="noopener">Contini 1898</a>, storica azienda vitivinicola di Cabras, in provincia di Oristano, fondata dal bisnonno Salvatore Contini.</strong></p>



<p>Le Cantine Contini rappresentano <strong>la più antica realtà enologica della Sardegna</strong>, conosciuta in tutta Italia e all’estero per la produzione di Vernaccia di Oristano DOC, vino simbolo del Sinis e della cultura viticola isolana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tradizione e innovazione</h3>



<p>Con un background imprenditoriale e uno sguardo rivolto al futuro, Alessandro Contini guida l’azienda insieme alla famiglia con l’obiettivo di <strong>coniugare radici e innovazione.</strong> Questa gestione ha portato le <strong>Cantine Contini</strong> a potenziare la produzione, ampliare la gamma dei vini e rinnovare l’immagine dell’azienda, sia in termini di design che di esperienzialità.</p>



<p>Oltre alla Vernaccia, la cantina oggi produce etichette riconosciute come Karmis, Mamaioa (linea bio), Attilio (dedicata al nonno), e valorizza vitigni autoctoni come Vermentino, Cannonau e Nieddera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La nuova cantina: un luogo di cultura e accoglienza</h3>



<p>Nel 2022 le Cantine Contini hanno inaugurato la <strong>nuova sede ristrutturata</strong>, progettata dallo studio Giovannimontessorostudio dA. Gli spazi sono stati pensati non solo per la produzione, ma anche per l’<strong>ospitalità, la degustazione e il racconto del vino</strong>.</p>



<p>La cantina è oggi un punto di riferimento per il <strong>turismo enogastronomico in Sardegna</strong>, grazie a un format di accoglienza che unisce <strong>visite guidate, percorsi degustativi e narrazione del territorio</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Identità, territorio e sostenibilità</h3>



<p>Alessandro Contini ha rafforzato l’identità dell’azienda puntando su sostenibilità, tracciabilità e comunicazione autentica. I suoi vini raccontano il <strong>territorio del Sinis</strong>, il clima salmastro delle zone umide di Cabras, la cura artigianale che si tramanda da generazioni.</p>



<p>L’attenzione alla qualità e all’innovazione ha reso i vini Contini apprezzati non solo in Italia, ma anche sui mercati esteri, confermando il marchio come <strong>ambasciatore del vino sardo nel mondo</strong>.</p>
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			<media:title type="plain">Alessandro Contini - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025</media:title>
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		<title>Giacani Lucia</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/giacani-lucia-fotografa-biografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 10:49:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giacani Lucia]]></category>
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					<description><![CDATA[Lucia Giacani, fotografa e visual artist italiana, racconta la luce come linguaggio. Dalla camera oscura di Jesi alla scena internazionale della moda e dell’arte.]]></description>
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<iframe src="https://player.vimeo.com/video/1131800051?badge=0&amp;autopause=0&amp;player_id=0&amp;app_id=58479" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; encrypted-media; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;" title="Lucia Giacani - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025"></iframe>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#le-origini-la-luce-come-primo-linguaggio">Le origini: la luce come primo linguaggio</a></li><li class=""><a href="#la-formazione-e-il-linguaggio-dello-sguardo">La formazione e il linguaggio dello sguardo</a></li><li class=""><a href="#collaborazioni-e-stile">Collaborazioni e stile</a></li><li class=""><a href="#killing-time-e-la-visione-contemporanea">Killing Time e la visione contemporanea</a></li><li class=""><a href="#oggi">Lucia Giacani: Oggi</a></li></ul></nav></div>



<h4 class="wp-block-heading" id="le-origini-la-luce-come-primo-linguaggio">Le origini: la luce come primo linguaggio</h4>



<p><strong><a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/giacani-lucia/" data-type="post_tag" data-id="2827">Lucia Giacani</a></strong> nasce a <strong>Jesi</strong>, in una famiglia dove la fotografia è un rito intimo e artigianale.<br>Nella camera oscura del padre scopre il fascino della luce che genera immagini.<br>Capisce presto che la fotografia non è solo tecnica ma trasformazione: serve pazienza, istinto e capacità di ascolto.<br>Ogni immagine vera, per lei, nasce dal silenzio.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="la-formazione-e-il-linguaggio-dello-sguardo">La formazione e il linguaggio dello sguardo</h4>



<p>Dopo gli studi all’<strong>Istituto Superiore di Fotografia di Roma</strong>, si trasferisce a <strong>Milano</strong>.<br>Sceglie la <strong>fotografia di moda</strong> non come superficie patinata, ma come strumento narrativo per indagare il corpo, l’identità e il tempo.<br>Le sue immagini raccontano tensione e fragilità, equilibrio e disordine, costruite con una regia invisibile e rigorosa.<br>La luce è il suo bisturi: scompone, isola, costruisce significato.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="collaborazioni-e-stile">Collaborazioni e stile</h4>



<p>Collabora con <strong>Vogue Italia</strong>, <strong>Vanity Fair</strong>, <strong>Moschino</strong>, <strong>Luxottica</strong>, <strong>Hélène Amiraut</strong> e altri brand internazionali.<br>Evita il glamour e le etichette: per Lucia la bellezza è un modo per interrogare, non per rassicurare.<br>La sua fotografia supera i confini del genere e diventa ricerca estetica ed etica insieme.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="killing-time-e-la-visione-contemporanea">Killing Time e la visione contemporanea</h4>



<p>Nel progetto <strong>“Killing Time”</strong> esplora la femminilità contemporanea tra grazia e ambiguità, controllo e abbandono.<br>Non propone risposte ma apre domande.<br>Ogni scatto è una soglia: un varco verso l’interiorità e il mistero del vivere.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="oggi"><a href="https://www.luciagiacani.com" target="_blank" rel="noopener">Lucia Giacani</a>: Oggi</h4>



<p>Vive e lavora a <strong>Milano</strong>, dove dirige il suo studio, insegna e continua a sperimentare.<br>Collabora con team che condividono la sua sensibilità visiva e il suo metodo, un equilibrio tra struttura e intuizione.<br>Dietro l’obiettivo resta sempre la bambina che si meraviglia davanti al miracolo della luce.<br>Non cerca la foto perfetta, ma quella necessaria: quella che resta, che taglia, che dice l’indicibile.</p>
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		<title>Enrico Vaime</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/enrico-vaime-biografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 08:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Vaime]]></category>
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					<description><![CDATA[Enrico Vaime: l’autore che ha riscritto il varietà italiano Nato a Perugia il 19 gennaio 1936, Enrico Vaime è uno degli autori e conduttori televisivi più influenti nella storia dello spettacolo italiano. Con oltre 200 programmi tra televisione, radio e teatro, circa trenta libri pubblicati e la firma su trasmissioni che hanno segnato intere generazioni, Vaime [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#enrico-vaime-lautore-che-ha-riscritto-il-varieta-italiano">Enrico Vaime: l’autore che ha riscritto il varietà italiano</a><ul><li class=""><a href="#le-radici-e-la-formazione">Le radici e la formazione</a></li><li class=""><a href="#dalla-carta-stampata-al-piccolo-schermo">Dalla carta stampata al piccolo schermo</a></li><li class=""><a href="#un-tratto-distintivo-ironia-cultura-e-racconto-collettivo">Un tratto distintivo: ironia, cultura e racconto collettivo</a></li><li class=""><a href="#riconoscimenti-e-lascito">Riconoscimenti e lascito</a></li></ul></li></ul></nav></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="enrico-vaime-lautore-che-ha-riscritto-il-varieta-italiano">Enrico Vaime: l’autore che ha riscritto il varietà italiano</h2>



<p>Nato a Perugia il 19 gennaio 1936, <a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/enrico-vaime/" data-type="post_tag" data-id="1543">Enrico Vaime </a>è uno degli autori e conduttori televisivi più influenti nella storia dello spettacolo italiano. Con oltre 200 programmi tra televisione, radio e teatro, circa trenta libri pubblicati e la firma su trasmissioni che hanno segnato intere generazioni, Vaime è considerato uno dei padri del varietà televisivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="le-radici-e-la-formazione">Le radici e la formazione</h3>



<p>Cresciuto nella provincia umbra, Vaime ha frequentato il Liceo Musicale «Francesco Morlacchi» a Perugia e poi si è laureato in legge a Napoli. Nonostante una promettente carriera pianistico‑musicale non coltivata, la sua vera vocazione emerse grazie alla scrittura e al racconto: «La provincia… prima ancora di essere un luogo, è uno stato d’animo», ha scritto. </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="dalla-carta-stampata-al-piccolo-schermo">Dalla carta stampata al piccolo schermo</h3>



<p>Dopo i primi incarichi giornalistici e un concorso pubblico Rai, Vaime si trasferì a Milano e divenne autore libero professionista. È in quegli anni che ideò e contribuì a programmi memorabili come <em>Fantastico ’88</em>, <em>Canzonissima ’68</em> (con Mina, Panelli e Walter Chiari) e il noto programma radiofonico <em>Black Out</em>, uno dei più longevi in onda su Rai Radio 2. <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/storia/enrico-vaime/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eccellenze Italiane</a></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="un-tratto-distintivo-ironia-cultura-e-racconto-collettivo">Un tratto distintivo: ironia, cultura e racconto collettivo</h3>



<p>Vaime ha spesso parlato della sua generazione con realismo e leggerezza: «Il meglio è passato? Forse; noi, però, speriamo sempre di no». Le sue produzioni riflettono una cultura ironica e profonda che ha saputo intercettare i cambiamenti sociali e trasformarli in format televisivi e radiofonici capaci di emozionare e riflettere.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="riconoscimenti-e-lascito">Riconoscimenti e lascito</h3>



<p>Autore di decine di trasmissioni storiche e scrittore acuto, Vaime ha approfondito il rapporto tra intrattenimento e cultura, ridefinendo il varietà come genere capace di raccontare il Paese con intelligenza. Il suo contributo fa parte dell’identità dello spettacolo televisivo italiano e resta riferimento per nuovi autori e conduttori.</p>
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			<media:title type="plain">Storie - Eccellenze Italiane TV</media:title>
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		<item>
		<title>Marianna Saragaglia</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/marianna-saragaglia-biografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 16:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Saragaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Marianna Saragaglia è fra i premiati nel 2025 alla IX edizione del Galà delle Eccellenze italiane. Guarda la sua scheda biografica.]]></description>
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<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#marianna-saragaglia-dalla-passione-per-lingegneria-alla-guida-globale-delloil-gas">Marianna Saragaglia: dalla passione per l’ingegneria alla guida globale dell’oil&amp;gas</a></li><li class=""><a href="#una-donna-ai-vertici-delloil-gas-internazionale">Una donna ai vertici dell’oil&amp;gas internazionale</a></li><li class=""><a href="#la-sfida-di-cortemgroup-visione-crescita-e-leadership-globale">La sfida di CORTEMGROUP: visione, crescita e leadership globale</a></li></ul></nav></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="marianna-saragaglia-dalla-passione-per-lingegneria-alla-guida-globale-delloil-gas">Marianna Saragaglia: dalla passione per l’ingegneria alla guida globale dell’oil&amp;gas</h3>



<p><strong><a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/marianna-saragaglia/" data-type="post_tag" data-id="2822">Marianna Saragaglia</a> nasce a Nettuno</strong>, città di mare che diventa fin da subito il suo primo confine e orizzonte. Figlia di un ingegnere meccanico e di un’ex maglierista, cresce in un ambiente dove si respira precisione, tecnica e determinazione. Fin da piccola, al posto delle bambole, costruisce impianti con i Lego e sviluppa un profondo senso dell’ordine e delle regole. Dopo il liceo classico supera l’esame per ingegneria al Politecnico di Roma, ma un evento familiare la porta a scegliere un percorso diverso, più compatibile con le esigenze di cura: si iscrive a psicologia, una formazione che si rivelerà fondamentale per il suo approccio umano alla leadership.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="una-donna-ai-vertici-delloil-gas-internazionale">Una donna ai vertici dell’oil&amp;gas internazionale</h3>



<p><strong>A soli diciannove anni entra in ENI</strong>. Giovane, donna e senza una laurea tecnica, si distingue nei cantieri del Medio Oriente grazie alla fiducia del suo primo capo. Da assistente personale diventa project manager, lavorando in Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi e Dubai. Dopo una breve esperienza nel settore alimentare con un’azienda americana, torna nel mondo petrolchimico accettando una nuova sfida: entrare nel gruppo saudita <strong>AlAbdulkarim</strong>. Qui ricopre un ruolo di direzione tecnica e commerciale, seguendo progetti strategici tra Europa e Medio Oriente. Unica donna tra cinquemila colleghi, guadagna rispetto e ammirazione. Paradossalmente, le maggiori difficoltà le incontra in Italia, dove trova più ostacoli nel farsi riconoscere come leader.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-sfida-di-cortemgroup-visione-crescita-e-leadership-globale">La sfida di CORTEMGROUP: visione, crescita e leadership globale</h3>



<p>Nel 2016 viene chiamata da <strong>CORTEMGROUP</strong>, azienda italiana specializzata in soluzioni per ambienti pericolosi. Inizia come dirigente e cresce rapidamente: guida i Grandi Progetti, poi la fabbrica di Dubai, fino a diventare direttrice commerciale globale e membro del Consiglio di Amministrazione. Oggi gestisce l’intero fatturato mondiale dell’azienda, coordinando oltre 150 persone ed essendo l’unica donna nel CdA.</p>



<p>Il lavoro per lei è identità e vocazione. Ha scelto di non avere figli, vive a distanza con il marito in Val Camonica, ma ha costruito un equilibrio fatto di libertà, rispetto e cura. Il futuro lo immagina con nuovi progetti, sedi nel mondo e forse, un giorno, un passo verso l’imprenditoria. Con la stessa passione di quando da bambina costruiva con i Lego. Solo un po’ più in grande.</p>



<p>Guarda anche <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/storia/marianna-saragaglia/" target="_blank" rel="noopener">www.eccellenzeitaliane.eu/storia/marianna-saragaglia/</a></p>
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			<media:description type="html"><![CDATA[Le storie di Eccellenze Italiane, il progetto di Piero Muscari per celebrare il lungo e affascinante viaggio nell&#039;eccellenza del bel paese.]]></media:description>
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		<title>Domenico Mamone</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/domenico-mamone-unsic-biografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 10:11:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Mamone]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenico Mamone, presidente Unsic,  è tra i premiati nel 2025 della IX edizione del Galà delle Eccellenze italiane. Leggi la sua storia.]]></description>
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<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#chi-e-domenico-mamone">Domenico Mamone​:Le radici e il senso del lavoro</a></li><li class=""><a href="#lesperienza-che-forma">L’esperienza che forma</a></li><li class=""><a href="#la-nascita-di-unidea">La nascita di un’idea</a></li><li class=""><a href="#levoluzione-di-unsic">L’evoluzione di UNSIC</a></li><li class=""><a href="#la-forza-di-una-rete">La forza di una rete</a></li><li class=""><a href="#un-sindacato-datoriale-moderno">Un sindacato datoriale moderno</a></li><li class=""><a href="#lingresso-nel-cnel-e-la-dimensione-istituzionale">L’ingresso nel CNEL e la dimensione istituzionale</a></li><li class=""><a href="#uno-sguardo-oltre-i-confini">Uno sguardo oltre i confini</a></li><li class=""><a href="#la-visione-per-il-futuro">La visione per il futuro</a></li></ul></nav></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="chi-e-domenico-mamone"><a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/domenico-mamone/" data-type="post_tag" data-id="2786">Domenico Mamone</a>​:<strong>Le radici e il senso del lavoro</strong></h3>



<p>Sono nato il <strong>21 marzo 1973 </strong>a Laureana di Borrello, in Calabria, una terra generosa e complessa, dove ogni conquista richiede impegno, dove il lavoro non è mai scontato ma sempre una prova di dignità. Da anni vivo a Roma, città che è diventata la mia seconda casa e il luogo da cui continuo a far crescere un progetto nazionale. Dai miei genitori ho imparato la concretezza e la dignità del fare, l’importanza della parola data e del sacrificio quotidiano.</p>



<p>Fin da ragazzo sognavo di diventare medico, forse cardiochirurgo. Poi la vita mi ha portato altrove. Mi sono laureato in <strong>Scienze dell’Amministrazione</strong>, con una tesi in <strong>diritto aziendale</strong>, e già da giovanissimo ho cominciato a impegnarmi nel mondo sindacale, lavorando in <strong>organismi di rappresentanza dell’agricoltura e dei pensionati</strong>, e maturando esperienze nel <strong>movimento cooperativo</strong>. Quelle esperienze hanno segnato la mia formazione umana e professionale: mi hanno insegnato che rappresentare significa ascoltare, comprendere, costruire risposte concrete ai bisogni reali.</p>



<p>Oggi condivido la mia vita con <strong>Maria Grazia</strong>, mia moglie, e con nostro figlio <strong>Leonardo</strong>, diplomato al liceo classico e oggi studente universitario. È anche grazie a loro se ho imparato che il senso del lavoro non si misura solo nei risultati, ma nella capacità di dare un contributo duraturo, di lasciare qualcosa che resti utile agli altri.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="lesperienza-che-forma"><strong>L’esperienza che forma</strong></h3>



<p>Avevo ventisei anni quando ho fondato una <strong>cooperativa agricola per la produzione di substrato per funghi</strong>, la prima nel Sud Italia. Era un progetto ambizioso, nato in un contesto in cui l’impresa era più un atto di coraggio che una scelta logica. Non avevo capitali, né conoscenze consolidate, ma solo un’idea e la volontà di provarci. Ho imparato presto che un’azienda si costruisce passo dopo passo, tra giornate interminabili, tentativi e responsabilità. <strong>Quella cooperativa è stata la mia prima palestra manageriale</strong>, una scuola di vita e di impresa insieme.</p>



<p>In quei primi anni ho toccato con mano la fatica di chi deve generare lavoro dal nulla: la burocrazia lenta, le difficoltà di accesso al credito, la distanza tra le regole scritte e la realtà di chi ogni mattina apre un cancello e deve far quadrare i conti. Ho conosciuto la solitudine di chi, pur animato da entusiasmo, si scontra con l’indifferenza delle istituzioni e con la rassegnazione del territorio. Ma ho anche scoperto il valore delle persone: chi resta, chi ci crede, chi costruisce.</p>



<p>N<strong>essun imprenditore dovrebbe sentirsi solo</strong>. Lo Stato, se vuole essere giusto, deve essere alleato di chi produce, non un ostacolo. Perché ogni volta che un’impresa fallisce, non si perde solo un’attività economica: si perde un pezzo di fiducia collettiva, di cultura del lavoro, di futuro possibile. Quella stagione, con tutti i suoi errori e le sue lezioni, ha dato forma al mio modo di intendere il ruolo delle organizzazioni di categoria: non come ideologia ma come servizio concreto a chi ogni giorno crea valore reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-nascita-di-unidea"><strong>La nascita di un’idea</strong></h3>



<p>Da quell’esperienza è nata una domanda che avrebbe orientato tutta la mia vita: <strong>chi rappresenta davvero chi crea impresa?</strong> Chi tutela i diritti di chi investe, assume, paga stipendi, sostiene la crescita del Paese? Ho incontrato troppi imprenditori, artigiani, coltivatori, professionisti e piccoli commercianti lasciati soli a fronteggiare regole complesse, tassazione e burocrazia. Persone oneste, preparate, spesso costrette a rinunciare non per mancanza di idee ma per mancanza di ascolto e di supporto.</p>



<p>Nel Paese dei grandi sindacati dei lavoratori, a mio avviso mancava una voce capace di parlare per i <strong>datori di lavoro</strong>, per chi rischia in prima persona contribuendo a generare valore per tutti. Ho capito che serviva un organismo di riferimento nuovo, <strong>non contrapposto al lavoro, ma alleato della crescita</strong>.</p>



<p>Da quella riflessione è maturata una convinzione profonda: il mondo produttivo ha bisogno di una tutela fondata sulla <strong>competenza e sulla responsabilità</strong>, capace di trasformare i principi in azione concreta. Un sindacato datoriale che difenda i diritti di chi produce ricchezza, favorisca la formazione, promuova il merito e sostenga la competitività.</p>



<p>Non una struttura distante o autoreferenziale ma una <strong>comunità di persone unite dall’idea di un Paese che cresce attraverso il lavoro</strong>, in cui libertà d’impresa e giustizia sociale si tengono insieme. Da quella intuizione sarebbe nata, poco dopo, la sfida più importante della mia vita.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="levoluzione-di-unsic"><strong>L’evoluzione di UNSIC</strong></h3>



<p>Quando sono entrato in <strong>UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori</strong>, l’organizzazione aveva già una sua breve storia, ma serviva una visione nuova. <strong>Dal 2000 ho avuto l’onore di guidarla come presidente nazionale, dedicando ogni energia alla sua crescita e al suo consolidamento come punto di riferimento per imprese, professionisti e cittadini.</strong></p>



<p>Da allora ho lavorato per trasformare UNSIC in un <strong>modello di rappresentanza datoriale moderna</strong>. L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: <strong>dare voce a chi crea lavoro, sostenere chi investe e costruire un sistema di servizi integrati che unisca tutela e sviluppo</strong>.</p>



<p>Attorno all’UNSIC ho promosso la nascita e il rafforzamento di una rete che oggi rappresenta il cuore operativo dell’organizzazione: il <strong>patronato ENASC</strong>, tra i primi in Italia per numero di pratiche previdenziali; il <strong>CAF UNSIC</strong>, riferimento per assistenza fiscale e contabile; il <strong>Fondo interprofessionale Fondolavoro</strong>, nato nel 2009 da un accordo UNSIC–UGL per la formazione continua; l’<strong>ENUIP</strong>, ente di istruzione professionale; <strong>UNIPROMOS</strong>, dedicata a progetti di inclusione e sviluppo territoriale; e <strong>UNSIC Lavoro</strong>, il servizio che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di occupazione. <strong>Un sistema che traduce la rappresentanza in azione concreta</strong>, che accompagna le imprese, tutela i cittadini, sostiene la crescita dei territori e valorizza le persone.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-forza-di-una-rete"><strong>La forza di una rete</strong></h3>



<p>Oggi <strong>UNSIC</strong> è una realtà capillare, presente in tutte le regioni italiane con <strong>19 sedi regionali</strong>, <strong>92 provinciali</strong>, oltre <strong>2.100 CAF</strong> e più di <strong>800 patronati</strong>, di cui <strong>15 all’estero</strong>, insieme a <strong>112 sportelli CAA</strong>. La sede nazionale di Roma coordina l’intero sistema, con oltre cento dipendenti e più di 1.600 metri quadrati di spazi operativi. Numeri che non parlano di potere, ma di <strong>fiducia costruita nel tempo</strong>.</p>



<p>Ogni giorno, presso i nostri sportelli, migliaia di persone trovano risposte a problemi concreti. Il nostro modello non è centralistico: è una rete <strong>partecipata</strong>. È questo che distingue un sindacato datoriale moderno: la capacità di stare accanto a chi lavora e di crescere insieme alle imprese che rappresenta.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="un-sindacato-datoriale-moderno"><strong>Un sindacato datoriale moderno</strong></h3>



<p>In un Paese che per decenni ha concentrato la rappresentanza sul versante dei lavoratori, UNSIC ha scelto di dare voce all’altra metà del sistema produttivo: <strong>i datori di lavoro, gli artigiani, gli agricoltori e i professionisti </strong>che ogni giorno contribuiscono a tenere in piedi l’economia reale.</p>



<p>La libertà d’impresa non è un privilegio: è un bene collettivo, un motore di progresso per tutto il Paese. E un sindacato datoriale moderno deve saperla difendere con la stessa determinazione con cui si tutela il lavoro. Per questo il nostro impegno non si limita alla negoziazione o alla consulenza: è un lavoro quotidiano di costruzione, ascolto e supporto, dentro un modello che coniuga efficienza e umanità.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="lingresso-nel-cnel-e-la-dimensione-istituzionale"><strong>L’ingresso nel CNEL e la dimensione istituzionale</strong></h3>



<p>Nel <strong>2023</strong> l’<strong>UNSIC</strong> è entrata a far parte del <strong>Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL)</strong> come <strong>organizzazione di rappresentanza datoriale</strong>. Un riconoscimento che ha dato valore a un lungo percorso di crescita e di credibilità, consolidando il ruolo dell’associazione nei tavoli istituzionali più importanti del Paese.</p>



<p>Essere presenti nel CNEL significa partecipare alla definizione delle politiche economiche e sociali, portando la voce delle <strong>piccole e medie imprese</strong>, degli <strong>artigiani</strong>, degli <strong>agricoltori</strong>, dei <strong>professionisti</strong> e di tutti coloro che ogni giorno contribuiscono al benessere collettivo. È un risultato che non appartiene a un singolo ma a una comunità intera.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="uno-sguardo-oltre-i-confini"><strong>Uno sguardo oltre i confini</strong></h3>



<p>Negli ultimi anni <strong><a href="http://www.unsic.it" data-type="link" data-id="www.unsic.it" target="_blank" rel="noopener">UNSIC</a></strong> ha esteso la propria azione anche oltre i confini nazionali, seguendo le imprese italiane nei percorsi di crescita e costruendo <strong>sinergie tra mondo produttivo, istituzioni e formazione</strong>. Le nostre sedi all’estero, oggi presenti in quindici Paesi, sono presidi di servizio e di cultura economica italiana.</p>



<p>L’obiettivo è duplice: sostenere le aziende che portano il <strong>made in Italy</strong> nel mondo e valorizzare le competenze di chi, vivendo all’estero, continua a rappresentare il nostro Paese con professionalità e orgoglio. <strong>Portare il saper fare italiano fuori dai confini non è solo economia, è identità.</strong> <strong>Essere globali senza perdere le radici</strong>: è questa, oggi, la vera sfida di un’organizzazione datoriale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-visione-per-il-futuro"><strong>La visione per il futuro</strong></h3>



<p><strong>Rappresentare chi crea lavoro significa prendersi cura del Paese</strong>, costruire fiducia, promuovere competenza, garantire equilibrio tra mercato e persona.</p>



<p>Il futuro appartiene a chi saprà coniugare produttività e responsabilità, impresa e cultura, sviluppo e giustizia. Ogni datore di lavoro che cresce, ogni cooperativa che resiste, ogni professionista che innova, rafforza l’Italia e la sua credibilità nel mondo.</p>



<p>Questa è la mia visione e la mia promessa: continuare a far crescere l’UNSIC come luogo di dialogo e di costruzione, dove la rappresentanza non si limita a difendere, ma <strong>guida e ispira generando valore</strong>.</p>
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			<media:title type="plain">Domenico Mamone - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Le storie di Eccellenze Italiane, il progetto di Piero Muscari per celebrare il lungo e affascinante viaggio nell&#039;eccellenza del bel paese.]]></media:description>
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		<title>Mirco Gasparotto</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/mirco-gasparotto-biografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 16:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Mirco Gasparotto]]></category>
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					<description><![CDATA[Mirco Gasparotto è tra i premiati nel 2025 alla IX edizione del Galà delle Eccellenze italiane. Progetto ideato dallo Storytailor Piero Muscari.]]></description>
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<iframe src="https://player.vimeo.com/video/1127475194?badge=0&amp;autopause=0&amp;player_id=0&amp;app_id=58479" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; encrypted-media; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;" title="Mirco Gasparotto - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025"></iframe>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#da-fattorino-a-imprenditore-di-successo">Mirco Gasparotto: Le radici di una sfida</a></li><li class=""><a href="#la-scalata-impossibile">La scalata impossibile</a></li><li class=""><a href="#il-prezzo-del-successo">Il prezzo del successo</a></li><li class=""><a href="#dalla-crescita-alla-consapevolezza">Dalla crescita alla consapevolezza</a></li><li class=""><a href="#osa-community-e-imprenditore-vero">OSA Community e Imprenditore Vero</a></li><li class=""><a href="#metodo-e-numeri">Metodo e numeri</a></li><li class=""><a href="#leadership-squadra-responsabilita">Leadership, squadra, responsabilità</a></li><li class=""><a href="#restituire">Restituire</a></li><li class=""><a href="#missione-paese">Missione Paese</a></li><li class=""><a href="#visione">Visione</a></li></ul></nav></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="da-fattorino-a-imprenditore-di-successo"><a href="https://mircogasparotto.com/" target="_blank" rel="noopener">Mirco Gasparotto</a>: <strong>Le radici di una sfida</strong></h3>



<p><strong>Sono nato in Svizzera nel 1963, ma è in Veneto che ho messo radici e ho imparato cosa significa davvero crescere. </strong>Mio padre lavorava duro, mia madre teneva insieme la famiglia con la forza silenziosa delle donne di una volta. Da loro ho imparato che il valore delle cose si misura nel sacrificio che richiedono. <strong>A scuola non mi sentivo nel posto giusto</strong>. I banchi erano troppo stretti, le lezioni troppo lontane dalla realtà.</p>



<p><strong>Dopo la terza media ho scelto il lavoro, quello vero, quello che ti mette subito davanti alle responsabilità</strong>. Finito il militare ho trovato un impiego nel settore autoricambi: mi ha insegnato la disciplina, ma non mi bastava. Dentro sentivo che mancava la parte creativa, quella che ti fa vedere nascere qualcosa da zero.</p>



<p>Poi, una telefonata<strong>. Il parroco del paese mi parla di un posto da magazziniere in una piccola azienda di saldatrici. Ci vado per educazione, ma quella porta – apparentemente secondaria – si apre sul mio futuro.</strong> L’imprenditore, un uomo che aveva iniziato dal nulla e che non aveva eredi, mi assume. In pochi mesi passo dal magazzino alle vendite, poi alla direzione commerciale. Non avevo titoli, ma avevo fame. E la fame, quando è disciplinata, diventa metodo. Da lui ho imparato che la fiducia vale più di un diploma, che una parola data pesa più di cento contratti e che <strong>un’azienda non è un edificio: è una comunità di persone che credono nello stesso obiettivo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-scalata-impossibile"><strong>La scalata impossibile</strong></h3>



<p>Nel luglio del 1988 la sua morte improvvisa lascia un vuoto enorme, personale e professionale. Avevo venticinque anni, lavoravo in un’azienda solida ma senza eredi e c’era una multinazionale francese pronta ad acquistare. Che fine avrei fatto? Tutti davano per scontato che fosse finita. Io, invece, decido di tentare. <strong>“Proviamoci insieme”</strong>, dissi alla vedova del mio mentore. Non avevo capitali, ma avevo coraggio e una piccola squadra di collaboratori pronta a scommettere con me. Fu allora che sentii parlare per la prima volta di <strong>management buy out</strong>, la possibilità di acquistare un’azienda con i suoi stessi utili.</p>



<p>Sembrava un sogno impossibile. Le prime diciannove banche ci risero in faccia, la ventesima – la <strong>Cassa di Risparmio di Venezia</strong> – decise di crederci. <strong>Non avevamo garanzie, solo un piano preciso, tanta determinazione e una promessa: restituire tutto con i margini</strong>. Era un azzardo, ma anche un atto d’amore verso chi mi aveva insegnato a credere nel valore del lavoro. <strong>In pochi anni completammo l’acquisizione.</strong> Non fu solo un affare ma un segno. Dimostrava che anche chi parte dal basso può prendersi la responsabilità di guidare un sogno, se ha visione, etica e costanza. In quel momento capii che il destino non si eredita ma si conquista un passo alla volta.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-prezzo-del-successo"><strong>Il prezzo del successo</strong></h3>



<p>Dopo iniziò la parte più dura. L’adrenalina lasciò spazio al peso delle responsabilità. <strong>Dovevo imparare in fretta tutto ciò che non sapevo: dalla gestione finanziaria alla strategia, dal marketing al controllo dei costi</strong>. In tre anni seguii <strong>novanta corsi di formazione</strong>. Passavo le giornate tra clienti e fornitori, le notti sui libri, cercando di capire come far parlare i numeri per trasformarli in scelte concrete.</p>



<p>In quegli anni ho conosciuto quella sensazione di dover sapere sempre tutto, mentre in realtà impari strada facendo. Ho sacrificato la salute, gli affetti, le amicizie. Persino la voce: tre ricoveri per laringospasmo mi hanno ricordato che il corpo non perdona. <strong>La luce del mio ufficio restava accesa anche di notte, ma dentro si spegneva qualcos’altro.</strong> Vivevo per lavorare e non lavoravo più per vivere. È stato un passaggio doloroso ma necessario: mi ha insegnato che crescere senza equilibrio è come correre in salita con il fiato corto. <strong>Il successo, da solo, non basta</strong>. Serve armonia tra ambizione e vita, tra impresa e persona.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="dalla-crescita-alla-consapevolezza"><strong>Dalla crescita alla consapevolezza</strong></h3>



<p>Avevo portato il gruppo a oltre <strong>cento milioni di fatturato</strong>: potevo permettermi di cambiare prospettiva. Non bastava più far crescere l’azienda, volevo far crescere me stesso e gli altri. Ho cominciato a raccontare la mia storia, non per vanità ma per <strong>restituire senso alle cicatrici</strong>. <strong>Ogni volta che salgo su un palco, porto fatti, non teorie: porto l’esperienza di chi è caduto e si è rialzato più di una volta</strong>.</p>



<p>Ho incontrato centinaia di imprenditori che vivono la stessa fatica: <strong>lavorano tanto, ma guadagnano poco</strong>. Non per incompetenza, ma perché nessuno gli ha mai insegnato a leggere i numeri, a organizzare, a pianificare. <strong>Analizzando migliaia di PMI italiane, ho visto quanto sia diffuso questo male silenzioso</strong>. Così ho riconosciuto in loro la mia storia e ho capito che la mia nuova missione era <strong>trasformare l’esperienza in metodo</strong>. Aiutare chi crea valore a farlo in modo più consapevole, sostenibile, duraturo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="osa-community-e-imprenditore-vero"><strong>OSA Community e Imprenditore Vero</strong></h3>



<p>Nel 2016 fondo <strong>OSA Community</strong>, un ecosistema dedicato agli imprenditori che vogliono crescere insieme, confrontarsi, imparare dagli altri e condividere esperienze reali. Nessuna motivazione da palcoscenico: solo formazione concreta, casi studio, strategie applicabili. <strong>Cinque anni dopo, nel 2021, nasce Imprenditore Vero</strong>, la naturale evoluzione di quel percorso: una scuola che unisce competenza tecnica e crescita personale, numeri e valori, risultati e benessere.</p>



<p>In pochi anni abbiamo aperto <strong>14 sedi in Italia</strong>, raggiunto <strong>oltre 13.000 imprenditori</strong>, costruito un gruppo che supera i <strong>20 milioni di fatturato</strong> e conta <strong>più di 100 collaboratori</strong>. Il mio approccio resta lo stesso di sempre: <strong>sono un imprenditore che parla a imprenditori</strong>. Nei nostri percorsi insegniamo a leggere un bilancio, a pianificare obiettivi, a costruire una squadra capace di reggere, a crescere senza distruggersi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="metodo-e-numeri"><strong>Metodo e numeri</strong></h3>



<p>Le due scalate che ho vissuto – da zero a 130 milioni nella old economy e da zero a venti milioni nella formazione – mi hanno insegnato che i numeri non sono tutto, ma <strong>senza numeri non si va da nessuna parte</strong>. Dietro ogni crescita c’è una struttura: <strong>controllo di gestione, delega, processi chiari, cultura del dato, leadership solida</strong>.</p>



<p>Senza questi pilastri, anche la migliore intuizione diventa instabile. Lo so per esperienza: ho visto il mio <strong>conto personale scendere a meno di un milione e duecentomila euro</strong> e risalire solo grazie a metodo, disciplina e squadra. Nessuno può guidare un’azienda se non impara prima a guidare se stesso. Oggi porto questa consapevolezza ovunque: <strong>la crescita è una scienza umana</strong>, fatta di equilibrio tra numeri e persone, tra strategia e visione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="leadership-squadra-responsabilita"><strong>Leadership, squadra, responsabilità</strong></h3>



<p>All’inizio accentravo tutto. Ma col tempo ho capito che così stavo solo creando dipendenza, non crescita. <strong>Una vera leadership non si costruisce con l’autorità, ma con l’autorevolezza</strong>. <strong>Guidare significa formare persone capaci di fare a meno di te.</strong> Quando ho iniziato a delegare davvero, ho scoperto che la libertà imprenditoriale non è fare tutto, ma fare solo ciò che compete al tuo ruolo. Ho imparato che la fiducia è un investimento e che gli errori dei collaboratori sono parte del loro percorso, non una minaccia al mio.</p>



<p>Nella mia azienda avevo imparato a costruire sistemi, non solo ruoli: processi chiari, obiettivi misurabili, momenti di verifica e confronto. Nei percorsi che conduco oggi parlo spesso di questo: la differenza tra dirigere e guidare. Dirigere è imporre. Guidare è <strong>creare cultura, visione e autonomia.</strong> <strong>Quando un imprenditore riesce a rendersi superfluo, ha compiuto la trasformazione più difficile: da uomo solo al comando a costruttore di futuro</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="restituire"><strong>Restituire</strong></h3>



<p>La parte più bella del mio lavoro oggi è <strong>restituire</strong>. Ogni errore, se condiviso, diventa un insegnamento per chi arriva dopo. Perché <strong>un’azienda non appartiene mai solo a chi la possiede: appartiene al territorio, alle famiglie che ogni giorno ne tengono in vita il battito, ai giovani che vi trovano il coraggio di restare e di costruire qui, nel nostro Paese</strong>. Ho sempre creduto che l’imprenditore abbia una responsabilità civile: non solo creare profitto, ma <strong>generare valore diffuso</strong>. Il mio compito è far vedere che ogni problema può diventare una palestra di crescita e che ogni crisi contiene una possibilità di rinascita.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="missione-paese"><strong>Missione Paese</strong></h3>



<p>Oggi la mia sfida non è più personale ma collettiva. <strong>Desidero migliorare la vita di cinquantamila imprenditori italiani.</strong> Dietro ogni impresa ci sono famiglie, dipendenti, territori che vivono o soffrono in base alla salute di chi li guida. Con una media di trenta collaboratori a impresa significa incidere sul destino di <strong>oltre un milione e mezzo di lavoratori</strong> e, contando le loro famiglie, su <strong>più di sette milioni di persone</strong>.</p>



<p>Un imprenditore consapevole diventa una risorsa per tutti: per i dipendenti, per i clienti, per il territorio. Ogni azienda che cresce in modo sano è un pezzo di Paese che si rialza. <strong>Quando un imprenditore migliora, migliora l’Italia.</strong> Questa è la mia missione: trasformare la conoscenza in prosperità diffusa.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="visione"><strong>Visione</strong></h3>



<p>Il futuro chiede un nuovo equilibrio tra <strong>competenza e umanità</strong>. In un mondo che corre, credo che la vera innovazione sia <strong>dare senso alla velocità</strong>, non inseguirla ciecamente. L’impresa non è solo un luogo economico, ma culturale: uno spazio dove si allenano responsabilità, etica e coraggio.</p>



<p>Il mio <a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/mirco-gasparotto/" data-type="post_tag" data-id="2820">lavoro</a> oggi è costruire comunità di imprenditori che non abbiano paura di parlare di errori, di chiedere aiuto, di mettersi in discussione. <strong>La mia impresa più grande non è creare aziende, ma creare consapevolezza.</strong> Voglio dimostrare che si può partire da zero e restituire cento volte ciò che si è ricevuto, non solo in denaro, ma in opportunità, conoscenza e fiducia. <strong>Questa, per me, è la vera eredità di un imprenditore: lasciare dietro di sé non solo risultati, ma persone migliori, capaci di andare sempre oltre</strong>.</p>
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			<media:title type="plain">Mirco Gasparotto - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025</media:title>
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		<title>Heinz Beck</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/heinz-beck-chef-biografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 08:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Heinz Beck]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mondo della gastronomia internazionale, pochi nomi evocano eccellenza, rigore e creatività come quello di Heinz Beck. Leggi la storia.]]></description>
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<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#heinz-beck-il-genio-tedesco-che-ha-rivoluzionato-lalta-cucina-italiana-1">Heinz Beck: biografia</a></li><li class=""><a href="#dalla-germania-all-italia-linizio-di-una-nuova-visione-2">Dalla Germania all’Italia: l’inizio di una nuova visione</a></li><li class=""><a href="#una-cucina-tra-scienza-salute-e-bellezza-3">Una cucina tra scienza, salute e bellezza</a></li><li class=""><a href="#ristoranti-nel-mondo-stile-inconfondibile-4">Ristoranti nel mondo, stile inconfondibile</a></li><li class=""><a href="#premi-riconoscimenti-e-opere-editoriali-5">Premi, riconoscimenti e opere editoriali</a></li><li class=""><a href="#un-ambasciatore-delleccellenza-italiana-6">Un ambasciatore dell’eccellenza italiana</a></li><li class=""><a href="#cucina-come-cultura-cura-e-visione-7">Cucina come cultura, cura e visione</a></li></ul></nav></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="heinz-beck-il-genio-tedesco-che-ha-rivoluzionato-lalta-cucina-italiana-1">Heinz Beck: biografia</h3>



<p>Nel mondo della gastronomia internazionale, pochi nomi evocano eccellenza, rigore e creatività come quello di <a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/heinz-beck/" data-type="post_tag" data-id="936"><strong>Heinz Beck</strong>.</a> Nato a Friedrichshafen, in Germania, nel 1963, Beck è oggi considerato uno dei massimi esponenti della cucina d’autore, capace di coniugare <strong>tradizione mediterranea, innovazione gastronomica e attenzione alla salute</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="dalla-germania-all-italia-linizio-di-una-nuova-visione-2">Dalla Germania all’Italia: l’inizio di una nuova visione</h3>



<p>Il cuore della sua carriera pulsa da oltre trent’anni a Roma, dove dal 1994 è alla guida de <strong><a href="https://romecavalieri.com/it/executive-chef-heinz-beck/" target="_blank" rel="noopener">La Pergola</a></strong>, il ristorante del Rome Cavalieri Waldorf Astoria. Sotto la sua direzione, La Pergola ha ottenuto <strong>tre stelle Michelin</strong>, diventando il primo e unico ristorante romano a ricevere questo riconoscimento e uno dei luoghi simbolo dell’<strong>alta cucina italiana nel mondo</strong>.</p>



<p>La formazione di Beck è iniziata in Germania, tra cucine stellate e grandi maestri. Dopo esperienze in ristoranti iconici come il Tantris a Monaco e il Tristan a Maiorca, approda in Italia portando con sé una <strong>nuova idea di cucina</strong>: leggera, elegante, scientifica e profondamente umana.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="una-cucina-tra-scienza-salute-e-bellezza-3">Una cucina tra scienza, salute e bellezza</h3>



<p>La cucina di Heinz Beck non è solo tecnica e presentazione. È <strong>ricerca scientifica</strong>, equilibrio nutrizionale, e amore per il benessere. In collaborazione con medici e università italiane e internazionali, ha sviluppato <strong>ricette che uniscono gusto e salute</strong>, riducendo grassi e zuccheri senza compromettere il piacere.</p>



<p>Ha conseguito anche una specializzazione in naturopatia, con una tesi su “Natural Bio Energies”, e continua a portare avanti progetti dedicati alla prevenzione attraverso l’alimentazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="ristoranti-nel-mondo-stile-inconfondibile-4">Ristoranti nel mondo, stile inconfondibile</h3>



<p>Oltre a La Pergola, Heinz Beck ha firmato ristoranti in città come <strong>Londra, Tokyo, Dubai, Lisbona, Pescara, e la Toscana</strong>, costruendo un vero e proprio <strong>ecosistema gastronomico internazionale</strong>. Ovunque, la sua firma è sinonimo di eccellenza, accoglienza e attenzione per le materie prime.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="premi-riconoscimenti-e-opere-editoriali-5">Premi, riconoscimenti e opere editoriali</h3>



<p>Numerosi i premi ricevuti nel corso della sua carriera: tra questi, il titolo di <strong>Chef dell’anno</strong>, importanti premi gastronomici internazionali e il prestigioso riconoscimento di <strong>Cavaliere al Merito della Repubblica Federale Tedesca</strong>.</p>



<p>Beck è anche autore di libri che hanno fatto scuola: <em>L’ingrediente segreto</em>, <em>Finger Food</em>, <em>Arte e Scienza del Servizio</em>, <em>Ipertensione &amp; Alimentazione</em>, <em>Nutrire il cuore</em>, <em>Pasta</em>. Testi che diffondono una <strong>cultura del cibo sana e consapevole</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="un-ambasciatore-delleccellenza-italiana-6">Un ambasciatore dell’eccellenza italiana</h3>



<p>Con il suo stile misurato e la sua profonda competenza, Heinz Beck è diventato <strong>ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo</strong>, pur restando fedele alle sue radici tedesche. Rappresenta un ponte tra culture, tra tradizione e innovazione, tra bellezza e funzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="cucina-come-cultura-cura-e-visione-7">Cucina come cultura, cura e visione</h3>



<p>In un’epoca in cui la ristorazione è spesso spettacolo, Heinz Beck ricorda che <strong>la cucina può e deve essere cultura, cura e responsabilità</strong>. Ogni piatto è un racconto, ogni gesto è un atto di rispetto verso il cibo, il corpo e il pianeta.</p>



<p>Con Heinz Beck, la gastronomia non è solo un’arte: è una <strong>visione del mondo</strong>.</p>
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			<media:title type="plain">Eccellenze Italiane | Heinz Beck: l&#039;Eccellenza dell&#039;identità culinaria italiana</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Heinz Beck, chef de "La Pergola" di Roma e indiscusso protagonista dell'alta cucina italiana, tedesco di nascita ma profondamente innamorato dell'Italia, racconta la sua storia per Eccellenze Italiane. Dalla Germania alla cucina di uno dei ristoranti più prestigiosi e premiati del mondo, passando per i mercatini e le tradizioni di Roma, gli ingredienti per una grande storia di successo ci sono tutti.]]></media:description>
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		<title>Oscar Giordano: L’industria italiana che parla al mondo</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/oscar-giordano-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 08:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Giordano]]></category>
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					<description><![CDATA[La Biografia di Oscar Giordano, Presidente di Giordano Holding, che ha guidato l’espansione del gruppo in oltre 100 Paesi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<iframe src="https://player.vimeo.com/video/1129134878?badge=0&amp;autopause=0&amp;player_id=0&amp;app_id=58479" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; encrypted-media; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;" title="Oscar Giordano - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025"></iframe>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#le-mie-radici-a-caraglio-dove-il-lavoro-e-identita">Oscar Giordano: Le mie radici a Caraglio: dove il lavoro è identità</a></li><li class=""><a href="#una-storia-di-famiglia-lintuizione-nel-settore-avicolo">Una storia di famiglia: l’intuizione nel settore avicolo</a></li><li class=""><a href="#crescere-tra-presse-e-pallet-la-mia-formazione-in-azienda">Crescere tra presse e pallet: la mia formazione in azienda</a></li><li class=""><a href="#imparare-il-mondo-dalle-fiere-internazionali">Imparare il mondo dalle fiere internazionali</a></li><li class=""><a href="#giordano-global-da-caraglio-al-mondo">Giordano Global: da Caraglio al mondo</a></li><li class=""><a href="#lidentita-produttiva-di-caraglio-giordano-poultry-plast-e-plastimark">L’identità produttiva di Caraglio: Giordano Poultry Plast e Plastimark</a></li><li class=""><a href="#giordano-holding">Giordano Holding</a></li><li class=""><a href="#plastica-sostenibile-e-economia-circolare-la-mia-idea-di-futuro">Plastica sostenibile e economia circolare: la mia idea di futuro</a></li><li class=""><a href="#io-ed-enrico-due-ruoli-diversi-una-sola-direzione">Io ed Enrico: due ruoli diversi, una sola direzione</a></li><li class=""><a href="#passaggio-generazionale-e-responsabilita-verso-chi-verra-dopo">Passaggio generazionale e responsabilità verso chi verrà dopo</a></li></ul></nav></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="le-mie-radici-a-caraglio-dove-il-lavoro-e-identita"><a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/oscar-giordano/" data-type="post_tag" data-id="2776">Oscar Giordano</a>: <strong>Le mie radici a Caraglio: dove il lavoro è identità</strong></h3>



<p><strong>Sono nato e cresciuto a Caraglio, un borgo del Cuneese, in una valle dove il lavoro non è solo fatica ma identità collettiva</strong>. Qui ho imparato che le cose contano se durano, che la precisione è un linguaggio e che la serietà si misura nei fatti, non nelle parole.</p>



<p>Solo più tardi <strong>ho capito che quella continuità era una scuola</strong>: <strong>mi stava insegnando cosa significa costruire qualcosa che attraversa le generazioni</strong>, cosa vuol dire far esistere un’impresa nel tempo e non solo sul mercato.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="una-storia-di-famiglia-lintuizione-nel-settore-avicolo"><strong>Una storia di famiglia: l’intuizione nel settore avicolo</strong></h3>



<p><strong>La mia storia personale è legata da sempre a quella dell’azienda fondata nel 1962 da mio padre Osvaldo e da suo cugino Sebastiano</strong>. Due uomini diversi per carattere, ma uniti dalla stessa visione: trasformare un settore tradizionale come l’avicoltura con un uso intelligente della plastica.</p>



<p>All’epoca polli e uova viaggiavano in gabbie di legno o di ferro, com’era sempre stato dal Medioevo. Loro hanno avuto il coraggio e la genialità per chiedersi se esistesse un modo più razionale, più igienico, più duraturo di fare la stessa cosa.</p>



<p>Da quella domanda è nata l’intuizione che ha cambiato il nostro percorso: sostituire il legno con la plastica, sviluppando gabbie e accessori che si potessero lavare, disinfettare, riutilizzare più volte.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="crescere-tra-presse-e-pallet-la-mia-formazione-in-azienda"><strong>Crescere tra presse e pallet: la mia formazione in azienda</strong></h3>



<p>Quando è arrivato il momento di scegliere cosa fare dopo il diploma, <strong>mio padre mi ha posto una domanda molto semplice: università o lavoro? </strong>Non c’è stato un lungo discorso, nessuna pressione. Solo una richiesta chiara: decidere con responsabilità. <strong>Io ho scelto di entrare in azienda</strong> e lui, coerente con il suo modo di fare, mi ha mandato alle presse.</p>



<p><strong>Nessun privilegio: turni in produzione, stampi da seguire, materiali da caricare</strong>. Dopo la produzione è arrivato il magazzino. Lì ho cominciato a capire davvero la logica della filiera: ordini, imballaggi, container, tempi di consegna, clienti che aspettano la merce e non vogliono scuse. Preparare un carico significava assumersi una responsabilità concreta: <strong>se sbagli, qualcuno dall’altra parte del mondo si ferma</strong>. È stata una scuola di disciplina e di umiltà.</p>



<p><strong>Lo stesso percorso lo ha fatto mio fratello Enrico, cinque anni più giovane di me.</strong> Anche lui è passato dalle presse e dal magazzino, poi ha iniziato a guardare con attenzione crescente alle macchine, agli impianti, alla manutenzione. <strong>Io avevo la testa già orientata verso l’esterno, lui verso l’interno. Senza saperlo, stavamo definendo i nostri ruoli futuri</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="imparare-il-mondo-dalle-fiere-internazionali"><strong>Imparare il mondo dalle fiere internazionali</strong></h3>



<p><strong>La mia vera “università” è stata il mondo</strong>. La prima grande esperienza è stata una fiera del settore avicolo ad Atlanta. Poi, poco dopo, a Bangkok. Ricordo ancora la sensazione di entrare in un padiglione pieno di operatori, prodotti concorrenti, lingue diverse e mercati che si muovevano a ritmi completamente nuovi rispetto alla dimensione da cui provenivo.</p>



<p><strong>Da lì in avanti sono arrivate le fiere in Europa, negli Stati Uniti, in Sud America, in Medio Oriente, in Asia. Ogni viaggio era un corso accelerato di cultura, business e psicologia</strong>. <strong>Le lingue sono state un alleato fondamentale</strong>: il francese lo avevamo imparato fin da piccoli, vivendo a pochi chilometri dalla frontiera; l’inglese l’ho raffinato grazie a un periodo trascorso nel Regno Unito, vivendo in famiglia e frequentando la scuola; lo spagnolo è arrivato quasi naturalmente, tra colleghi, clienti e incontri durante le trasferte.</p>



<p><strong>In quelle occasioni ho capito che vendere prodotti significa prima di tutto saper ascoltare chi hai davanti</strong>. <strong>Portare la nostra tecnologia nel mondo richiedeva capacità di adattamento, ma senza snaturare quello che eravamo</strong>. È stato in quegli anni che <strong>ho iniziato a percepire quanto forte potesse essere il valore del Made in Italy </strong>quando è sostenuto da serietà e continuità, non solo da estetica e stile.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="giordano-global-da-caraglio-al-mondo"><strong>Giordano Global: da Caraglio al mondo</strong></h3>



<p>Quell’apertura costante verso l’esterno ha trasformato l’azienda. <strong>Oggi Giordano Global è un marchio riconosciuto a livello internazionale, che fa capo un gruppo, la Giordano Holding, con otto business unit nel mondo</strong>.</p>



<p>Lavoriamo con una rete di filiali, distributori e partner che ci consente di servire clienti in contesti molto diversi tra loro, <strong>mantenendo però un baricentro preciso: Caraglio</strong>. Tutta la ricerca e lo sviluppo nascono qui.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="lidentita-produttiva-di-caraglio-giordano-poultry-plast-e-plastimark"><strong>L’identità produttiva di Caraglio: Giordano Poultry Plast e Plastimark</strong></h3>



<p>La nostra competenza nel settore avicolo si è consolidata nel tempo: <strong>l’attività della Giordano Poultry Plast – azienda nata nel ’73 dalla fusione di Avicolplastica (la capostipite, fondata nel ’62) e di Polimec Plast – continua a rappresentare il core business del gruppo</strong>. Intorno a questo nucleo abbiamo sviluppato attività che hanno ampliato il raggio d’azione, mantenendo però una linea coerente: innovazione, durata, attenzione al ciclo completo dei materiali.</p>



<p><strong>La Giordano Poultry Plast è il luogo dove prendono forma le soluzioni che ci hanno reso un riferimento mondiale</strong>: gabbie, sistemi di trasporto, attrezzature per incubazione, crescita e movimentazione delle uova, progettate per funzionare nei contesti operativi più complessi. Parte della produzione avviene in Italia, con impianti automatizzati, presse di ultima generazione e un know-how che si è stratificato in decenni di lavoro sul campo.</p>



<p>Nel polo di Caraglio operano delle divisioni interne nate per rafforzare in modo preciso la missione industriale della Poultry Plast: <strong>Giordano Energy </strong>&#8211; che garantisce allo stabilimento una relativa autonomia energetica – e la divisione Vaccination Devices dedicata al settore veterinario, dove progettiamo soluzioni tecnologiche per la somministrazione di vaccini e medicinali nelle condizioni operative più complesse.</p>



<p>Accanto alla Giordano Poultry Plast, c’è poi un’altra azienda, la <strong>Plastimark</strong>, <strong>che porta nel retail internazionale la nostra esperienza nella lavorazione delle materie plastiche unita al design italiano</strong>. Plastimark è diventata negli anni un punto di riferimento nel settore dei carrelli e dei cestini per la grande distribuzione, grazie alla capacità di unire estetica, ergonomia e sostenibilità, con un uso crescente di materiali riciclati e soluzioni su misura per mercati molto diversi tra loro.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="giordano-holding"><strong><a href="https://giordanoglobal.com/it" target="_blank" rel="noopener">Giordano Holding</a></strong></h3>



<p>Nel tempo abbiamo costruito una presenza globale attraverso aziende e partnership strategiche. <strong>È un ecosistema internazionale che mantiene il suo baricentro in Piemonte ma vive nel mondo</strong>. Abbiamo una struttura articolata che fa capo alla <strong>Giordano Holding </strong>con un gruppo di aziende presenti in più continenti, tutte legate al polo produttivo di Caraglio<a>.</a></p>



<p>La nostra rete è composta da stabilimenti e partner strategici nei Paesi CIS nonché in Egitto, Olanda, Malesia, Brasile, Stati Uniti e Cina, selezionati per ridurre i costi logistici e garantire un presidio diretto sui mercati più dinamici.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="plastica-sostenibile-e-economia-circolare-la-mia-idea-di-futuro"><strong>Plastica sostenibile e economia circolare: la mia idea di futuro</strong></h3>



<p>Il nostro approccio alla sostenibilità nasce da un’esigenza precisa: rendere il più possibile il nostro stabilimento di Caraglio autonomo dal punto di vista energetico e ridurre al minimo l’impatto ambientale. Abbiamo investito in un <strong>impianto a biomassa alimentato da grassi animali</strong> che genera 1.700 KW/ora e in un esteso sistema fotovoltaico da 800 kilowatt installato sui tetti dei capannoni.</p>



<p>È un modello industriale che integra davvero economia circolare, efficienza e responsabilità. <strong>Lavorando da sempre con la plastica, so bene quanto sia facile demonizzarla. Ma sono convinto che il problema non sia il materiale in sé, bensì l’uso che se ne fa</strong>.</p>



<p>Gli scarti non sono rifiuti ma risorse: vengono recuperati, selezionati e trasformati in nuovi prodotti. Quando penso al futuro, non posso immaginare una crescita che non sia anche sostenibile. Non solo per ragioni etiche, ma perché è l’unica strada solida dal punto di vista industriale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="io-ed-enrico-due-ruoli-diversi-una-sola-direzione"><strong>Io ed Enrico: due ruoli diversi, una sola direzione</strong></h3>



<p><strong>Oggi coordino il gruppo insieme a mio fratello Enrico</strong>. Io lavoro per lo più all’estero: viaggi, fiere, negoziazioni, visite agli stabilimenti e ai clienti. Lui è il custode degli impianti, della produzione, è responsabile delle risorse umane e dell’efficienza interna. Ci confrontiamo quotidianamente, ma non abbiamo mai dovuto “dividerci” i ruoli a tavolino: la complementarità è nata in modo naturale, partendo dai nostri caratteri e dalle nostre passioni.</p>



<p>Questa divisione ci permette di tenere insieme due dimensioni fondamentali: la capacità di leggere il mondo, intercettando bisogni e tendenze, e la capacità di tradurre tutto questo in processi concreti, controllabili, scalabili. Attorno a noi c’è una squadra di circa cento collaboratori, tra Italia e estero. Molti sono con noi da anni, alcuni da decenni.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="passaggio-generazionale-e-responsabilita-verso-chi-verra-dopo"><strong>Passaggio generazionale e responsabilità verso chi verrà dopo</strong></h3>



<p>In famiglia si sta già affacciando la nuova generazione. Nella nostra storia, la regola è sempre stata quella di guadagnarsi il proprio ruolo con il lavoro e con i risultati. È quello che hanno fatto mio padre e suo cugino all’inizio, è quello che abbiamo fatto io ed Enrico, e sarà lo stesso per chi verrà.</p>



<p><strong>Non sogno un’azienda da vendere al miglior offerente, sogno un’azienda che continui a durare, a innovare, a parlare con il mondo senza perdere il proprio accento piemontese</strong>. E per me, come per Enrico, l’eccellenza non è un traguardo da esibire, ma un dovere quotidiano verso chi ci ha preceduto e verso chi raccoglierà il testimone.</p>
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			<media:title type="plain">Oscar Giordano - La scheda di presentazione - Galà delle Eccellenze Italiane 2025</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Le storie di Eccellenze Italiane, il progetto di Piero Muscari per celebrare il lungo e affascinante viaggio nell&#039;eccellenza del bel paese.]]></media:description>
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		<title>Roby Facchinetti al Gala 2025: una carriera straordinaria</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/roby-facchinetti-gala-2025-premiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Roby Facchinetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Roby Facchinetti, leggenda della musica italiana e anima dei Pooh, sarà premiato al Gala 2025 di Eccellenze Italiane per la sua carriera straordinaria.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#roby-facchinetti-luomo-delle-stelle">Roby Facchinetti, l&#8217;uomo delle stelle</a></li><li class=""><a href="#cinquantanni-con-i-pooh-la-voce-di-una-generazione">Cinquant’anni con i Pooh: la voce di una generazione</a></li><li class=""><a href="#una-carriera-solista-e-un-impegno-costante">Una carriera solista e un impegno costante</a></li><li class=""><a href="#un-artista-sempre-in-cammino">Un artista sempre in cammino</a></li><li class=""><a href="#il-riconoscimento-di-eccellenze-italiane">Il riconoscimento di Eccellenze Italiane</a></li></ul></nav></div>



<h3 class="wp-block-heading" id="roby-facchinetti-luomo-delle-stelle">Roby Facchinetti, l&#8217;uomo delle stelle</h3>



<p><strong>Camillo Ferdinando Facchinetti </strong>(<a href="https://www.robyfacchinetti.it/rfofficial/" target="_blank" rel="noopener">robyfacchinetti.it</a>), per tutti semplicemente <strong>Roby</strong>, nasce a Bergamo il 1° maggio 1944. La musica lo accompagna sin da bambino: a quattro anni imbraccia l’armonica, a otto studia la fisarmonica, a dieci il pianoforte, e già a undici compone i primi brani. Un talento precoce che trova radici in famiglia – il nonno era compositore e direttore di coro – e che lo porta, poco più che adolescente, a suonare nei primi gruppi locali. Dopo le esperienze con “I Monelli” e “Pierfilippi e Les Copains”, nel 1966 entra nei Pooh, diventandone presto anima creativa e tastierista ufficiale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="cinquantanni-con-i-pooh-la-voce-di-una-generazione">Cinquant’anni con i Pooh: la voce di una generazione</h3>



<p><strong>Con i Pooh attraversa cinquant’anni di storia della musica italiana,</strong> firmando insieme a Valerio Negrini e agli altri compagni alcune delle canzoni più amate di sempre: <em>Tanta voglia di lei</em>, <em>Pensiero</em>, <em>Parsifal</em>, <em>Dammi solo un minuto</em>, <em>Chi fermerà la musica</em>, <em>Uomini soli</em>. Brani che non solo scalano le classifiche, ma entrano nel patrimonio collettivo di intere generazioni. Roby non è solo tastiere e voce: è la spinta a sperimentare, a contaminare il pop con il sinfonico, a costruire suite complesse che hanno dato ai Pooh un’identità unica.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="una-carriera-solista-e-un-impegno-costante">Una carriera solista e un impegno costante</h3>



<p>Parallelamente alla carriera con la band, coltiva anche un percorso solista. Nel 1984 pubblica l’album d’esordio a suo nome, seguito da <em>Fai col cuore</em> nel 1993 e da <em>Ma che vita la mia</em> nel 2014, che conquista subito il primo posto in classifica. Negli anni più recenti nasce la collaborazione con Riccardo Fogli, da cui scaturiscono l’album <em>Insieme</em> (2017) e la partecipazione a Sanremo 2018 con <em>Il segreto del tempo</em>. Non manca l’<strong>impegno sociale:</strong> nel 2020, durante i giorni drammatici della pandemia, scrive con Stefano D’Orazio <em>Rinascerò, rinascerai</em>, destinando i proventi all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, un inno di speranza che diventa simbolo di resilienza per la sua città e per l’Italia intera.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="un-artista-sempre-in-cammino">Un artista sempre in cammino</h3>



<p><strong>Oggi, a più di ottant’anni, continua a scrivere e a suonare, alimentando quella vena creativa che non si è mai spenta.</strong> A marzo 2025 ha pubblicato <em>Parsifal – L’uomo delle stelle</em>, un nuovo album che riprende l’idea del capolavoro dei Pooh del 1973, trasformando la storia di Parsifal in una vera e propria opera musicale grazie anche all’uso delle liriche di Stefano D’Orazio e Valerio Negrini. Un lavoro che rinnova una pagina fondamentale della musica italiana e che conferma la sua inesauribile capacità di reinventarsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-riconoscimento-di-eccellenze-italiane">Il riconoscimento di Eccellenze Italiane</h3>



<p>Con questo premio, Eccellenze Italiane celebra un artista che ha <strong>saputo attraversare oltre cinquant’anni di musica rinnovando sempre la propria arte, restando fedele alle radici melodiche italiane e portandole nel mondo con passione e autenticità.</strong> Facchinetti è un simbolo della creatività italiana, capace di emozionare e ispirare generazioni con la sua voce, le sue composizioni e la sua dedizione.<br><strong>Un esempio perfetto di coraggio, passione e identità: i tre valori cardine del nostro progetto.</strong></p>
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		<title>Cesare Berlingeri</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/cesare-berlingeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 07:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia d’Arte Drammatica Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Berlingeri]]></category>
		<category><![CDATA[il maestro delle piegature]]></category>
		<category><![CDATA[pittore]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Trini]]></category>
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					<description><![CDATA[La video storia di Cesare Berlingeri, artista e visionario calabrese noto per l'arte delle tele piegate. L'artista è uno dei premiati di Eccellenze Italiane.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
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<p>Nasce nel 1948 a Cittanova (RC).</p>



<p>Vive e lavora a Taurianova. <strong><a href="https://eccellenzeitaliane.tv/tag/cesare-berlingeri/" data-type="post_tag" data-id="417">Cesare Berlingeri</a></strong> inizia a dipingere giovanissimo sotto la guida del maestro De Leo: dal 1964 intraprende una serie di viaggi in Italia e in Europa, dove prende contatto con altri artisti e si avvicina al mondo della cultura contemporanea. </p>



<p>Nel 1970 è a Roma, dove lavora per il teatro e per la televisione come scenografo e costumista. Nel 1976 comincia a lavorare alla “spiegazione” e si avvicina agli artisti della Galleria Soligo di Roma: qui si svolgerà la sua prima mostra romana nel 1978, dal titolo “Trasparenze”.</p>



<p>Nel 1981 realizza una grande installazione per “La lunga notte di Medea” al teatro Piccolini di Firenze. Nel 1982, per la Biennale Teatro di Venezia, realizza una scenografia per “Il Candido ovvero…” di Leonardo Sciascia; nel 1987, per lo stabile di Calabria, cura le scene e i costumi di “Italian Opera Graffiti”.&nbsp;</p>



<p>Dal 1989 al 1995 è docente presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria a Palmi, dove collabora in qualità di scenografo e costumista. L’incontro con Tommaso Trini, nel 1990, segna l’inizio dei “dipinti piegati”, ai quali l’artista aveva iniziato a lavorare quindici anni prima e che porta avanti ancora oggi.</p>
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			<media:title type="plain">Cesare Berlingeri   sez  Calabria</media:title>
			<media:description type="html"><![CDATA[Le storie di Eccellenze Italiane, il progetto di Piero Muscari per celebrare il lungo e affascinante viaggio nell&#039;eccellenza del bel paese.]]></media:description>
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