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	<title>Mostre &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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	<title>Mostre &#8211; Eccellenze Italiane TV</title>
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		<title>Silvio Vigliaturo, nuova rassegna d&#8217;arte in Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 09:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[’arte italiana del vetro]]></category>
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					<description><![CDATA[Da domenica 16 aprile Silvio Vigliaturo sarà il protagonista assoluto di una rassegna d’arte dal tema “Luce e colore, le magie del vetro”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il grande artista calabrese <a href="https://eccellenzeitaliane.tv/silvio-vigliaturo//"><strong>Silvio Vigliaturo</strong></a> si preannuncia un nuovo successo di pubblico e di critica. Da domenica prossima infatti, quello che oggi viene considerato il più eclettico e geniale artista italiano del vetro, sarà il protagonista assoluto di una rassegna d’arte dal tema “Luce e colore, le magie del vetro” che fino al prossimo 11 giugno vedrà alla Casa dell&#8217;Artista di Portacomaro una sezione tutta sua, “Una luce attraverso”, e che è in realtà una mostra antologica delle opere più belle di questo “artigiano calabrese” che tratta il vetro come se fosse burro o ancora meglio panna montata per dolci regali.</p>
<p>“È un omaggio all&#8217;opera del grande Maestro Vigliaturo -ricorda il giornalista Carlo Cerrato, per lunghissimi anni storico direttore del TG regionale della RAI in Piemonte-, da decenni protagonista sulla scena artistica internazionale autore dell&#8217;etichetta dell&#8217;annata 2021 di “Laudato”, il vino prodotto dalla Vigna del Papa, offerto tra l&#8217;altro a Papa Francesco anche in occasione della recente visita “alle radici” ad Asti e Portacomaro”.</p>
<p>Oggi i capolavori del maestro<a href="https://eccellenzeitaliane.tv/silvio-vigliaturo//"> <strong>Silvio Vigliaturo</strong> </a>sono in ogni parte del mondo, patrimonio della storia stessa del vetro colorato, alla stregua del grande patrimonio artistico degli antichi vetrai di Murano e della laguna veneta.</p>
<h3>Silvio Vigliaturo, la storia</h3>
<p>In realtà, la storia di <strong>Silvio Vigliaturo</strong> è quanto di più affascinante si possa immaginare, perché è storia stessa di emigrazione, un viaggio interminabile dalla Calabria fino in Piemonte in cerca di lavoro, dopo aver tentato in tutti i modi possibili di restare nel suo paese natale, Acri, un grumo di case in provincia di Cosenza, dove allora non c’èra un solo alito di speranza per giovani visionari come lui.</p>
<p>Oggi Silvio Vigliaturo, che è nato appunto ad Acri nel 1949, vive da oltre sessant&#8217;anni a Chieri e lavora in una luminosa e centralissima “bottega” ricavata da una delle più antiche filature della città, proprio di fronte all&#8217;imponente Duomo gotico, arricchito nel tempo da diverse sue preziose e bellissime vetrate multicolori.Non esiste critico dell’arte del vetro al mondo che non sia venuto a Chieri a vedere e ad ammirare questi gioielli firmati Vigliaturo.</p>
<p>“Come fasci di luce- scrive di lui nel presentare questo evento il giornalista Carlo Cerrato- che, attraverso le vetrate di una cattedrale gotica, scaldano la penombra e svelano a mezz&#8217;aria impercettibili corpuscoli sfumati, leggeri e sospesi, alchimie di colori da sabbie remote disegnano universi nell&#8217;antica filanda. Mille storie si incrociano nella bottega dei remoti saperi, dove il vetro prende forma e calore, oltre l&#8217;apparente gelido immobile distacco”.</p>
<p><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2023/04/Silvio-Vigliaturo.jpeg" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-37992 size-large" src="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2023/04/Silvio-Vigliaturo-724x1024.jpeg" alt="Silvio Vigliaturo - mostra Piemonte - locandina" width="724" height="1024" title="Silvio Vigliaturo, nuova rassegna d&#039;arte in Piemonte 1 - Eccellenze Italiane TV"></a></p>
<p>La mostra allestita negli spazi suggestivi della Casa dell&#8217;Artista propone una selezione di sculture, tra le quali alcune inedite e alcune tele tra le quali un dipinto inedito in bianco e nero che dà il titolo alla mostra realizzato per l&#8217;occasione e ispirato proprio alla figura ed alla missione di pace e fratellanza di Papa Francesco.</p>
<p>“In queste sue opere piene di colori- Carlo Cerrato le descrive in questo modo- spuntano storie di persone che hanno attraversato secoli lasciando segni che raccontano fatica, fede e memoria; prendono forma percorsi tra arte e mestiere in un punto magico dove i luoghi fanno memoria prima ancora dell&#8217;uomo protagonista che ha saputo incrociarne i segreti.</p>
<p>Il Duomo antico, dipinti preziosi, le solide arcate, il sapiente gioco di raggi al tramonto. Di fronte, la filanda testimone di lenti passaggi verso il nuovo, dalla bottega alla fabbrica in un luogo creativo e forte, crocevia di commerci e fucina del nuovo, come le tele colorate al gualdo che diventeranno per il mondo: blu di Genova, poi jeans. In mezzo un figlio di migranti, ragazzo di bottega, in una terra che diventerà sua, e poi artista”.</p>
<p>Nel 2006, l’artista è stato testimonial artistico dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino. Nel giugno dello stesso anno, la Città di Acri gli dedica un museo – il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) – che ospita una collezione permanente delle sue opere.</p>
<p>Il percorso si snoda attraverso più di duecento pezzi tra sculture e dipinti. Nel 2010, la Regione Calabria sceglie il maestro quale artista testimonial dell’Expo Shanghai 2010. Nel 2013 si celebrano i cinquant’anni del movimento artistico Studio Glass, nato in America negli anni Sessanta, di cui Vigliaturo è l’unico esponente italiano.</p>
<p>In tale occasione il maestro partecipa alla mostra Contemporary Glass Sculpture presso l’Orlando Museum of Art, che ospita le opere dei più importanti artisti contemporanei del vetro. “In mostra, tra le antiche mura del Ricetto, ritrovi, in piccola parte, tutto il fascino segreto di quel mondo fatto di sabbie magiche e cangianti, granelli incolori che si accendono, in sapienti processi di fusione, delle sfumature più sorprendenti a fissare figure fantastiche, tra sogno e realtà, fisicità e mito, storia e leggenda, quotidianità e poesia”.</p>
<p>Per il grande Silvio Vigliaturo quindi questo di Portacomoro è un trionfo annunciato, l’ennesimo riconoscimento solenne che la sua terra di adozione, il Piemonte, dedica al suo estro geniale, un “principe assoluto dell’arte del vetro” che nelle sue mani diventa opera d’arte e oggetto prezioso.</p>
<p>“Dettagli, forse. Pezzi di racconto preziosi che ti svelano un mondo appena dopo, quando varchi la soglia del regno di Silvio Vigliaturo, nel cuore di Chieri, antica potente terra di tessitori. È qui, nella sua bottega (mai studio, nè laboratorio), che l&#8217;artista, da una vita- scrive ancora Carlo Cerrato che lo racconta come se l’artista fosse il fantasma di un genio appartenuto al passato-, gioca con sabbie, pigmenti, cristalli, scompone e ricompone, crea immagini che sono storie, attraverso la luce. Vetro protagonista, ma c’è spazio, eccome, per la tela, genius loci che offre altri spazi, altre praterie narrative”.</p>
<p>Ma di lui Carlo Cerrato ricorda il senso di umanità profonda che pervade la storia più intima di questo grande artista: “Ritrovi in quelle figure fantastiche il senso delle radici mai recise che affondano nella Grecia Antica, echi di racconti omerici e di epici scontri di Amazzoni, armate di scudi multicolori. Poi la musica che tutto avvolge e ripropone echi di altri mari, con omaggi al sax di James Senese o alla chitarra di Jimi Hendrix. E la donna, presenza costante, leggera, a volte appena accennata. Protagonista sempre”. Un testimone del nostro tempo, certamente.</p>
<p><strong>Fonte dell&#8217;articolo <a href="https://www.primapaginanews.it/" target="_blank" rel="noopener">www.primapaginanews.it.</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Forme avvolte e volumi&#8221; di Cesare Berlingeri</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/inaugurata-la-mostra-forme-avvolte-e-volumi-di-cesare-berlingeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 11:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Berlingeri]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Forme avvolte e volumi]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 9 settembre l'inaugurazione della mostra del Maestro Cesare Berlingeri, una delle Eccellenze Italiane, per la galleria "Ellebi".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovedì 9 settembre</strong> vi accompagneremo insieme al <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/storia/cesare-berlingeri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Maestro Cesare Berlingeri</strong></a> tra le “pieghe” della sua nuova mostra. “La rassegna appare come una ri-nascita dopo questo tempo di caos in cui l&#8217;arte, che è da sempre nutrimento dell&#8217;anima, ne esce rinnovata e pronta a nuovi stimoli, e diventa, per la galleria d&#8217;arte &#8220;Ellebi&#8221;, l&#8217;alba di un nuovo progetto, di un nuovo spazio che vedrà la luce tra le antiche mura della città bruzia”.<br />
<strong>Villa Rendano: Ore 17.00 conferenza stampa.</strong><br />
<strong>Ore 18.00 inaugurazione.</strong><br />
Vi aspettiamo<br />
(Accesso libero. <strong>Secondo le disposizioni governative è necessario esibire green pass o tampone</strong>).</p>
<p>Qui di seguito la locandina intera.</p>
<figure id="attachment_20670" aria-describedby="caption-attachment-20670" style="width: 1316px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-20670 size-full" src="https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2021/09/Cesare-Berlingeri-Mostra-Forme-avvolte-e-volumi.jpeg" alt="Cesare Berlingeri Mostra Forme avvolte e volumi" width="1316" height="1861" title="&quot;Forme avvolte e volumi&quot; di Cesare Berlingeri 2 - Eccellenze Italiane TV" srcset="https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2021/09/Cesare-Berlingeri-Mostra-Forme-avvolte-e-volumi.jpeg 1316w, https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2021/09/Cesare-Berlingeri-Mostra-Forme-avvolte-e-volumi-768x1086.jpeg 768w, https://eccellenzeitaliane.tv/wp-content/uploads/2021/09/Cesare-Berlingeri-Mostra-Forme-avvolte-e-volumi-1086x1536.jpeg 1086w" sizes="(max-width: 1316px) 100vw, 1316px" /><figcaption id="caption-attachment-20670" class="wp-caption-text">Cesare Berlingeri Mostra Forme avvolte e volumi</figcaption></figure>
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		<title>“Verso il Blu” di Cesare Berlingeri</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/inaugurata-a-tropea-la-nuova-mostra-verso-il-blu-di-cesare-berlingeri-curata-da-rocco-guglielmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 09:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Berlingeri]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni macrì]]></category>
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		<category><![CDATA[piero muscari storytailor]]></category>
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					<description><![CDATA[Inaugurata a Tropea la nuova mostra “Verso il Blu” di Cesare Berlingeri, curata da Rocco Guglielmo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un anno dalla prima mostra che ha visto sculture monumentali “salire” dal porto fino al centro storico, Tropea si è aperta di nuovo all’arte contemporanea, questa volta direttamente nel borgo. <strong>Sabato 5 giugno 2021, nello storico Complesso di Palazzo Santa Chiara, a Tropea, sede del Museo del Mare “MuMaT, alle 18.00 si è svolta l’inaugurazione della mostra “Verso il Blu” del maestro Cesare Berlingeri , curata da Rocco Guglielmo</strong> e incentrata su un insieme di 40 opere, che riflettono pienamente lo stile e il linguaggio poetico dell’artista. L’ingresso è stato libero e garantito dal rispetto dei protocolli Covid 19.</p>
<p>La mostra “Verso il blu” è stata allestita non in una sala museale con pareti lisce e luci direzionali, ma in un ambiente monumentale e dunque più complesso, dove il rischio di essere soverchiati dalla sacralità del luogo era davvero molto elevato. <strong>La mostra, aperta dal 5 giugno al 25 luglio, dalle 18 alle 23, è stata ospitata nella cittadina vibonese – Bandiera blu 2021, da poco nominata “Borgo dei Borghi” italiani</strong> – dopo la lunga interruzione imposta dall’emergenza sanitaria.</p>
<p>Alla conferenza stampa di presentazione, prevista in occasione dell’inaugurazione, sono stati presenti<strong> il Maestro Cesare Berlingeri, il Sindaco di Tropea Giovanni Macrì</strong> – che ha il merito di aver sposato il progetto ACT, Arte Contemporanea Tropea, proposto da Emanuele Bertucci due or sono –<strong> Rocco Guglielmo</strong> ed <strong>Emanuele Bertucci</strong>, che hanno curato, rispettivamente, la mostra e il catalogo “Verso il blu” e che sono Presidente e Direttore Generale <strong>della Fondazione Rocco Guglielmo, Teodolinda Coltellaro</strong>, critico d’arte, e <strong>Bianca Cimato</strong>, moderatrice della serata.</p>
<p>Autore dei celebri dipinti piegati, <strong>l’artista Cesare Berlingeri, Eccellenza italiana dal 2017</strong>, ha realizzato decine di personali e collettive nei più importanti musei e gallerie d’arte in Italia. Molte le esposizioni anche all’estero: nel 2006, ad esempio, al MUDIMAdrie di Anversa, poi tra il 2007 e il 2012 da Tokio a Rio de Janeiro, da Tel Aviv a New York fino a Pechino. Nel 2017, infine, ancora gli Stati Uniti, con una doppia esposizione a Miami.</p>
<p><strong>Rocco Gugliemo, il curatore della mostra, è membro del Comitato Scientifico di Eccellenze italiane sin dalla prima edizione, nel 2015.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pino Pingitore- L’anima e la visione. Al MARCA dal 30 novembre</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/pino-pingitore-lanima-e-la-visione-al-marca-dal-30-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2019 10:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[l'anima e la visione]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Marca di Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Pingitore]]></category>
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					<description><![CDATA[Pino Pingitore: L’anima e la visione/1969-2019. Al MARCA dal 30 novembre 2019 al 31 gennaio 2020]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Pino Pingitore<br />
L’anima e la visione/1969-2019. 50 anni tra ricerca artistica e progettazione grafica</h1>
<h1 style="text-align: center;">Al MARCA Museo delle Arti di Catanzaro<br />
Dal 30 novembre 2019 al 31 gennaio 2020</h1>
<p style="text-align: center;"><strong>a cura di Giorgio Bonomi e Luigi Polillo.</strong></p>
<p>Dal 30 novembre 2019 al 31 gennaio 2020, il<strong> MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro, diretto da Rocco Guglielmo, ospita la mostra PINO PINGITORE L’anima e la visione/1969-2019. 50 anni tra ricerca artistica e progettazione grafica.</strong><br />
<a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/pino-pingitore-lanima-e-la-visione-1969-2019-dal-30-novembre-al-marca/pino-pingitore_mostra_invito/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-23073" title="Pino Pingitore Mostra Invito" src="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2019/11/Pino-pingitore_mostra_invito.jpg" alt="Pino pingitore mostra invito - Eccellenze Italiane TV" width="317" height="314"></a>L’esposizione presenta il percorso creativo di uno degli artisti calabresi più significativi nel panorama dell’arte contemporanea. Un artista poliedrico che in questo anno compie 50 anni di attività che lo hanno visto impegnato su due direttrici: quello della ricerca artistica e quello della progettazione grafica, discipline che, per la prima volta, vengono presentate insieme in un unico contesto espositivo. La mostra, che ha carattere retrospettivo, coinvolge due piani del museo: al primo piano trovano posto oltre 30 opere, alcune realizzate per l’occasione, che documentano un percorso artistico molto articolato e, per certi aspetti, unico nelle sue differenze che, di fatto, sottolinea una continua, incessante volontà di sperimentare.<br />
“<em>Pino Pingitore, scrive Giorgio Bonomi è una figura complessa nel panorama dell’arte contemporanea: infatti nel suo, ormai, lungo percorso artistico, ben cinquant’anni, ha transitato in territori pittorici certamente diversificati, a volte contrastanti ma mai contraddittori.</em><br />
<em>Da una fase creativa ad un’altra, spesso Pingitore ritorna alla precedente, naturalmente senza essere mai uguale, con un itinerario che non può raffigurarsi con un cerchio in cui si parte da un punto e si ritorna sempre allo stesso, bensì dobbiamo immaginarlo come una spirale che implica sì un cammino circolare ma che non ritorna mai al punto di partenza, anzi via via si innalza, pur rivedendo il cominciamento</em>”.<br />
Il percorso espositivo parte dall’esperienza del Gruppo Mauthausen, già ospitato al MARCA nel 2014 per il quarantennale della mostra del 1974 e si chiude con gli “Astratti fluidi”, opere che segnano il ritorno al colore e al recupero dello sfumato in chiave astratta. A tal proposito Luigi Polillo scrive: “…<em>negli anni duemila nascono gli astrati fluidi, opere generate dalla dissoluzione di un frammento estetico “s-digitalizzato”, un’espressione artistica basata sul colore in cui la nozione di spazio è annullata dall’infinita scala cromatica legata al suo processo creativo; il contrasto voluto tra luce e oscurità non crea dissonanza, piuttosto i due elementi si completano in un armonica dualità intesa come equilibrio e simmetria di forze, un’azione sensibile e morale del colore. L’artista elabora ed amplia il “frammento digitale” riportandolo sulla tela tramite la tecnica dello sfumato … .</em><br />
L’opera di Pingitore si configura come una ricerca che non lascia “<em>diritto di cittadinanza” ad una poetica chiusa in se stessa, ma si apre, nel tempo, a linguaggi diversi che costituiscono, in definitiva, la cifra stilistica dell’artista”.</em><br />
<a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/pino-pingitore-lanima-e-la-visione-1969-2019-dal-30-novembre-al-marca/pino-pingitore_mostra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23075 alignright" title="Pino Pingitore Mostra" src="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2019/11/Pino-pingitore_mostra.jpg" alt="Pino pingitore mostra - Eccellenze Italiane TV" width="298" height="298"></a>Nel seminterrato trova poi spazio un’esposizione, unica nel suo genere, di lavori di progettazione grafica suddivisi per aree tematiche: si va dai marchi aziendali e non, passando per i manifesti e i decori per arrivare ai lavori di impaginazione e packaging. Così scrive Raffaele Orlando: “<em>I pittogrammi, ritagli netti di organica riconoscibilità, si stagliano dall’immaginario scritturale dell’artista fino a divenire linguaggio autonomo. La percezione della figura avviene attraverso contrasti, per vuoti e per pieni, assenze e presenze che travalicano la realtà visiva per giungere a quella emozionale</em> “. E ancora:<br />
“<em>Tutto è a portata di mano e illuminato ma al contempo distante, sacralizzato da una deliberata da una oscurità primigenia. Il piacere di cogliere la maniacalità delle composizioni e l’incontro minimalista tra linee rette e curve è aumentato dal mistero di fondo del simbolismo significante. Nel packaging sublima forme arcaiche nell’usa e getta contemporaneo. Dona forme ancestrali a bottiglie d’acqua, riferimenti millenari per un prodotto plastico dalla vita breve, da riciclare. L’immagine è una chiave per la comprensione di ricordi ed emozioni sepolte</em>”. In definitiva la ricerca, in Pingitore, non è mai un fatto acquisito e definitivo, l’operare a 360 gradi, in entrambe le discipline, lo collocano tra quella schiera di artisti che annovera figure illustri come: Franco Grignani, Fortunato Depero, Armando Testa, Franco Balan, Bruno Munari, lo stesso Tolouse Lautrec e tanti altri che non hanno mai derogato dalla loro essenza creativa.<br />
L’esposizione sarà documentata da un catalogo bilingue (italiano/inglese) di grande formato edito dalla Casa Editrice Il Rio di Mantova con testimonianze scritte oltre che dai curatori, anche dal direttore del MARCA, <strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/fondazione-rocco-guglielmo/" target="_blank" rel="noopener">Rocco Guglielmo</a></strong>, <strong>nonché Presidente della omonima Fondazione</strong>, Sergio Abramo Presidente dalla Provincia di Catanzaro e sindaco del capoluogo, Giorgio de Finis fondatore del progetto MACRO Asilo di Roma, Raffaele Orlando articolista di Artribune e lo storico e saggista Franco Ferlaino.<br />
<strong><em>L’esposizione, di rilevante interesse artistico e culturale, sarà inaugurata Sabato 30 Novembre alle 18:30, in concomitanza con la seconda Giornata Regionale dei Musei di Calabria, iniziativa promossa dalla Regione Calabria a cui il MARCA ha aderito, e sarà visitabile fino al 31 Gennaio 2020.</em></strong></p>
<h2><strong>Pino Pingitore: La biografia</strong></h2>
<p style="text-align: left;"><strong>Pino Pingitore</strong> è nato nel 1953 a Spezzano della Sila (Cosenza). Vive e lavora a Catanzaro dove compie gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti (studi interrotti). Inizia a dipingere giovanissimo (1969), anche se le prime, importanti esperienze maturano nella metà degli anni ‘70. È, infatti, uno dei promotori del “Gruppo Mauthausen” che darà vita, nel 1974, alla mostra multimediale Catanzaro ‘74 alternativa di gruppo. La violenza oggi ed… un’ipotesi di pace tenutasi presso il Palazzo della Provincia.<br />
L’esperienza di gruppo, caratterizzata più dal confronto e dall’idea progettuale collettiva che dalla univocità stilistica, costituirà un’esperienza esaltante e di grande stimolo e formazione non solo artistica. L’esperienza del Mauthausen matura in un clima di grandi stimoli culturali e sarà preceduta, nei primi anni ‘70, dall’esperienza di arte di strada e dalla successiva formazione, nel 1971, del gruppo “IV Marzo” che organizza, nel 1973 presso la sala espositiva del palazzo della Provincia di Catanzaro, la mostra Pittura, Scultura, Fotografia, Scenografia. In questo periodo è attratto dal Neoplasticismo, di Mondrian in particolare, che condurrà il lavoro in un’orbita astratto-geometrica. Dal 1976 si occupa anche di graphic design e nel 1985 crea lo Studio Pingitore comunicazione visiva. Dal 1989 al 1990 è socio AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) e socio TP (Associazione Tecnici Pubblicitari). Nel 1991 crea l’Agenzia di pubblicità C&amp;P Associati. Nel 1995 è supplente di Plastica Ornamentale e nel 1998 docente di Tecniche d’Incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; nel 2000 di Tecniche di Decorazione del Vetro presso l’IMED (Istituto Mediterraneo del Design) sempre di Catanzaro. Nel 1982 la prima mostra personale alla galleria Mattia Preti di Catanzaro, seguita da quella romana, curata da Emilio Villa, alla galleria Porto di Ripetta. Nel 1986 è presente ad Artenova: la giovane ricerca in Calabria a Cosenza. Partecipa a tre edizioni dell’Expo Arte di Bari (1986, 1987, 1989). In questi anni, abbandonata la ricerca astrattogeometrica, il lavoro evolve verso poetiche neo-informali per concretizzarsi, agli inizi degli anni ‘90, in un linguaggio teso a sintetizzare le precedenti esperienze. Espone a Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica; a Napoli, galleria AcomeArte e Casina Pompeiana; al Museo Civico di Taverna (Cz); all’ex chiesa Cavalieri di Malta, Siracusa; allo<br />
spazio QAL’At di Caltanissetta; al centro Angelo Savelli di Lamezia Terme (Cz). Inizia il ciclo degli “Scrigni”, opere realizzate con antirombo, acrilici e vernici industriali. Il colore viene “bandito” a favore di un cromatismo fatto in prevalenza di tinte terra e oro/rame.<br />
Queste opere, tese a svelarne il carattere evocativo, saranno presentate in una serie di esposizioni personali e collettive a Taverna, Museo Civico (1991); Foligno, galleria Spazio Immagine e Milano, Banca Mercantile Italiana (1994); Palermo, galleria Studio 71 e Catania, Galleria Il Cortile (1998). Nel 1994 è invitato alla collettiva Europa America 360 eventi alla galleria Pino Molica, Roma-NewYork e nel 1995 da Enrico Mascelloni alla mostra 20 poesie d’amore e una canzone disperata: omaggio d’arte a Pablo Neruda, tenutasi alla Torre Colombera di Gorla Maggiore (Va) e al palazzo Comunale di Assisi. Questa ricerca sarà intervallata, nel 1992, da un ridotto numero di opere realizzate con il solo colore nero, esposte al Café Bagarre di Lamezia Terme in una personale dal titolo L’opera al Nero con<br />
testo di Teresa Macrì. Dalla metà degli anni ‘90 il lavoro evolve ancora in una ricerca ispirata al mondo greco, o meglio a una sua riattualizzazione in chiave contemporanea. Le opere, realizzate con materiali extra-pittorici (corde, pietre, specchi, ossidi, legno, ecc.) saranno presentate in un ciclo di esposizioni, personali e collettive, che culmineranno nella mostra Ulisse presso l’Oratorio di San Sebastiano a Forlì. Nel 1999 è invitato da Bernardo Mercuri alla mostra Guardando da altre finestre presso la galleria Imago Mundi di Lamezia Terme. Gli anni 2000 si aprono con una serie di esposizioni a Cosenza, Lamezia Terme, Roma, Palermo, Catania, ecc. ma, soprattutto, con una riflessione sui linguaggi dell’arte che orienta il lavoro verso una ricerca che va dal recupero del linguaggio pittorico, anche in chiave iperrealista, alle installazioni. Matura, cioè, la convinzione che l’arte non può essere imbrigliata in un dogma stilistico. Nascono gli “Astratti fluidi” (2008), opere realizzate al computer e poi dipinte, che sono il risultato, dopo un processo di elaborazione, della dissoluzione di immagini precedentemente selezionate. Le prime opere saranno presentate nel contesto di una mostra antologica alla galleria Pramantha Arte di Lamezia Terme, dal titolo Luce e Materia, curata da Maria Rosaria Gallo. Nello stesso anno, nel centro storico di Catanzaro apre, insieme a Lara Caccia, critico d’arte e lo scenografo Paolo Gregoraci, la galleria d’arte Kairòs che, purtroppo, avrà vita breve: chiuderà dopo solo un anno. Sempre ne 2008 la riproposizione, dopo più di trent’anni, della mostra del Gruppo Mauthausen presso il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, curata da Lara caccia.<br />
Nel 2012 gli Astratti fluidi vengono presentati in un ciclo di tre mostre personali a Catanzaro presso la galleria Arte Spazio e al K di Cuori e Lamezia Terme alla galleria Pramantha Arte. Le mostre sono precedute, tra il 2009 e il 2012, da una serie di inviti ad alcune manifestazioni: Segni x libri, Palazzo Comunale, Civitanova Marche (Mc); Dissoluzioni, Fondazione Rubbettino, Roma; Il Quarto Re, chiesetta di Sant’Omobono, Catanzaro; L’Arte è cosa nostra, Museo – Fondazione per l’Arte, Bivongi (Rc); Premio Limen, Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia (2011); Energia Alta, Centro Satya, Catanzaro; Violare l’Arteteca e Contemporaneo Pramantha, galleria Pramantha Arte, Lamezia Terme.<br />
Nel 2013 l’invito della Jäger &amp; Jansson Galleri di Lund (Svezia) alla mostra collettiva Sommarsalong, invito confermato per l’edizione del 2014. Nello stesso anno l’allestimento, che include nuove installazioni, della mostra Permanenze 1974-2014. Gruppo Mauthausen, per i quaranta anni dalla prima esposizione, curata da Alberto Fiz al Museo MARCA di Catanzaro. È del 2015 la partecipazione all’esposizione La natura all’origine dell’arte: arte cibo per la mente presso il Museo Civico di Taverna. Nel 2016, è presente alla mostra itinerante Panorama Italiano, tenutasi al MAM (Museo delle Arti e dei Mestieri) di Cosenza, al Castello normanno-svevo di Morano Calabro (CS) e alle ex scuderie del palazzo Ducale di Atri (Te). È inoltre presente alla mostra May you Always be happy? presso la galleria Bongiovanni Belgravia Arte Contemporanea di Bologna. L’anno si chiude con una mostra personale allestita nello Spazio Espositivo “Forum Vittoria” di Bologna. Il 2017 lo vede<br />
presente nelle mostre Panorama Italiano presso il Complesso Monumentale San Severo al Pendino di Napoli e al Museo di Palazzo Doria Pamphili di Valmontone (RM). È invitato dalla Jäger &amp; Jansson Galleri nella mostra Eastern Art-show presso il castello Marsvinsholm di Ystad in Svezia. Nello stesso anno allestisce la mostra personale Pino Pingitore. Opere anni 2000, alla Verduci Art Gallery di Catanzaro e viene invitato alla mostra itinerante Il Tempo dell’Arte, curata da Luigi Polillo nelle sedi di palazzo San Bernardino di Rossano (Cs) e palazzo della Cultura di San Mango d’Aquino (Cz) che chiuderà i battenti nel 2018<br />
presso il Museo Civico di Praia a Mare (Cs). Sempre nel 2018 partecipa alla mostra collettiva Nuove Percezioni presso il castello di Santa Severina (Kr) e alla mostra Påskutställning presso il Castello di Marsvinsholm a Ystad in Svezia, invitato dalla Jäger &amp;Jansson Galleri. L’anno si chiude con la mostra personale La densità dell’astrazione fluida, allestita nel Complesso Monumentale di San Severo al Pendino di Napoli, curata da LuigiPolillo con testo in catalogo di Giorgio Bonomi. Il 2019 lo vede presente alle mostre Infiniti Spazi, al Complesso Monumentale San Domenico di Cosenza, curata da Luigi Polillo e Calabria. Focus sull’arte contemporanea allestita al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, curata da Enzo Le Pera.<br />
Si sono occupati del suo lavoro, tra gli altri:<br />
Claudio Alessandri, Luigi Bianco, Franco Bonfiglio, Giorgio Bonomi, Lara Caccia, Nino Campo, Raffaele Cardamone, Toti Carpentieri, Giovanna Cavarretta, Teodolinda Coltellaro, Tiziana Cosentino, Giorgio de Finis, Vittorio Esposito, Franco Ferlaino, Debora Ferrari, Claudio Ferroni, Alberto Fiz, Augusta Frisina, Maria Rosaria Gallo, Aldo Gerbino, Rocco Guglielmo, Luigi Guido, Mario Iannino, Massimo Iiritano, Dan Jäger, Gianfranco Labrosciano, Andrea La Porta, Ernesto Lupinacci, Teresa Macrì, Enrico Mascelloni, Ghislain Mayaud, Bernardo Mercuri, Enrico Meo, Raffaele Orlando, Luigi Polillo,<br />
Giuseppe Selvaggi, Tonino Sicoli, Raffaele Spada, Lucia Spadano, Alfonso e Nicola Vaccari, Emilio Villa, Maurizio Vitiello. Sue opere sono presenti in musei e collezioni pubbliche e private.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PINO PINGITORE</strong><br />
<strong>L’anima e la visione/1969-2019. 50 anni tra ricerca artistica e progettazione grafica a cura di Giorgio Bonomi e Luigi Polillo.</strong><br />
<strong>MARCA Museo delle Arti di Catanzaro</strong><br />
<strong>Dal 30 novembre 2019 al 31 gennaio 2020</strong><br />
<strong>Inaugurazione Sabato 30 Novembre 2019, ore 18.30</strong><br />
<strong>Conferenza stampa Sala Panoramica Museo.</strong><br />
<strong>www.museomarca.info</strong><br />
<strong>www.pinopingitore.it</strong><br />
<strong>www.luigipolillo.it</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Doppio Corpo di Veronica Gaido: vernissage martedì 18 Giugno</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/doppio-corpo-di-veronica-gaido-vernissage-martedi-18-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2019 13:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Doppio Corpo di Veronica Gaido]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[mostra personale]]></category>
		<category><![CDATA[vernissage]]></category>
		<category><![CDATA[Veronica Gaido]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà martedì 18 Giugno, ai Musei di San Salvatore in Lauro di Roma,  l’inaugurazione della mostra personale “Doppio Corpo” di Veronica Gaido.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Doppio Corpo di Veronica Gaido: il vernissage della mostra personale martedì 18 Giugno&nbsp;</h2>
<p>Si terrà martedì 18 Giugno, ai&nbsp;<strong>Musei di San Salvatore in Lauro</strong>&nbsp;di Roma,&nbsp; l’<strong>inaugurazione&nbsp;</strong>della<strong>&nbsp;mostra personale “Doppio Corpo”</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/veronica-gaido/" target="_blank" rel="noopener">Veronica Gaido</a></strong>.<br />
<strong>Doppio Corpo</strong>&nbsp;nasce dalla fusione di&nbsp;<strong>Aphrodites, una galleria di nudi femminili, e le architetture contemporanee di Invisible Cities</strong>.<br />
Due progetti sullo stesso piano di riflessione. Silhouette fluida e contorni non ben definiti regalano eleganza e mistero alle opere. Una mostra che vuole accostare corpi e citta’ in una danza dove il movimento e l’estetica danno vita ad acrobazie visive rivelando dimensioni nascoste.</p>
<p>“<em>In Doppio Corpo, impronta e traccia convivono nella stessa ricerca e nelle medesime&nbsp;</em><em>immagini; forma e materia sono allineate dal pensiero che non incide, ma definisce, manipola e modella quel che ha di fronte. Si tratta di una sperimentazione, del racconto di&nbsp;</em><em>un’esperienza – quella dell’autrice – che ci viene narrata come un incontro, un sogno, una&nbsp;</em><em>danza coinvolgente, che azzera le distanze tra chi vede la realtà e l’oggetto ripreso,&nbsp;</em><em>perchè esiste una corrispondenza.</em>&nbsp;” Benedetta Donato.</p>
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		<title>Emilio Scanavino: la mostra al Marca di Catanzaro dal 16 maggio</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/emilio-scanavino-la-mostra-al-marca-di-catanzaro-dal-16-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2019 15:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Emilio Scanavino]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Rocco Guglielmo]]></category>
		<category><![CDATA[Marca di Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Emilio Scanavino la mostra dal 16 maggio al 15 Luglio al Marca di Catanzaro Apre il 16 maggio 2019 al&#160;Museo MARCA di Catanzaro&#160;la&#160;mostra “Emilio Scanavino. Come fuoco nella cenere” che raccoglie, fino al 15 luglio, un significativo nucleo di opere, tutte di grandissimo formato. Sono stati i generosi spazi del Museo delle Arti di Catanzaro, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Emilio Scanavino la mostra dal 16 maggio al 15 Luglio al Marca di Catanzaro</h2>
<p>Apre il 16 maggio 2019 al&nbsp;<strong>Museo MARCA di Catanzaro</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>mostra “Emilio Scanavino. Come fuoco nella cenere</strong>” che raccoglie, fino al 15 luglio, un significativo nucleo di opere, tutte di grandissimo formato.<br />
Sono stati i generosi spazi del Museo delle Arti di Catanzaro, tra le realtà museali più vivaci dell’Italia meridionale, a indurre i curatori Greta Petese e Federico Sardella, in collaborazione con l’Archivio Scanavino, a selezionare per quest’esposizione i dipinti più imponenti dell’artista.</p>
<figure id="attachment_20595" class="wp-caption alignleft" aria-describedby="caption-attachment-20595"><a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/05/Sacanavino-locandina.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-20595" src="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/05/Sacanavino-locandina.jpg" sizes="auto, (max-width: 442px) 100vw, 442px" srcset="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/05/Sacanavino-locandina.jpg 560w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/05/Sacanavino-locandina-210x300.jpg 210w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/05/Sacanavino-locandina-294x420.jpg 294w" alt="Sacanavino locandina - Eccellenze Italiane TV" width="442" height="631" title="Emilio Scanavino: la mostra al Marca di Catanzaro dal 16 maggio 4 - Eccellenze Italiane TV"></a><figcaption id="caption-attachment-20595" class="wp-caption-text">Locandina</figcaption></figure>
<p>Il corpus di opere include oltre venti lavori realizzati a partire dagli Sessanta: oli su tela, su tavola e carte provenienti dalle collezioni italiane più prestigiose, oltre che dalla Collezione Scanavino. Esposta, vi è anche l’opera che dà il titolo alla rassegna, “Come fuoco nella cenere”, presentata per la prima volta nella sala personale dedicata a Scanavino in occasione della XXX Biennale di Venezia, nel 1960, ed ora posta in dialogo con dipinti degli anni subito successivi.</p>
<p>I lavori selezionati propongono uno spaccato lineare sul percorso artistico di Scanavino, offrendo gli esempi più alti di alcune delle sue serie tipiche e coprendo un arco temporale di circa vent’anni, a partire dalla piena maturità, come Alfabeto senza fine del 1974 e I nostri fiori del 1973.<br />
Il fare come necessità e la consapevolezza di un mondo di presenze da evocare attraverso la pittura costituiscono le ispirazioni preminenti dell’opera dell’artista e sono rintracciabili in tutta la sua riflessione esistenziale, estetica ed artistica. Le opere esposte, infatti, oltre ad essere accomunate dall’imponenza dimensionale, rivelano ulteriormente come quella di Scanavino sia una pittura di evocazione, ricca di presenze.</p>
<p>Come l’artista stesso rileva in una video intervista del 1961, sino ad oggi mai trascritta e trasposta nel catalogo realizzato per l’occasione: “<em>Per me la pittura è condizione. E per condizione intendo il mio modo di vivere, le mie aspirazioni eccetera. […] Ieri il pittore andava all’aperto, dipingeva col cavalletto e faceva il paesaggio. Direi che oggi son cambiate molte cose e il pittore ha necessità di guardarsi di più dentro, di sentire la vita direttamente, meditando certe emozioni, che non son più, diciamo così, panoramiche, ma sono interiori”.</em></p>
<p>Aggiunge Federico Sardella nel suo saggio: “<em>Lo spazio sembra aprirsi, incontrare ostacoli, punte, grovigli per poi assorbirli, compenetrarli e sommergerli, spostandosi dal pieno al vuoto, dall’indifferenziato al distinto, dall’esterno all’interno. […] La sua pittura è pura emanazione nella quale presenze materiche, fautrici di presagi, sembrano celare qualcosa di inviolabile”.</em></p>
<p>La mostra è accompagnata da un volume bilingue italiano/inglese pubblicato da Silvana Editoriale con saggi di Greta Petese, Federico Sardella e Sara Uboldi, due conversazioni tra Nini Ardemagni Laurini, Greta Petese, Federico Sardella e Antonella Zazzera, la trasposizione di una video intervista a Emilio Scanavino andata in onda nel 1961, e un’ampia selezione di immagini, molte delle quali inedite.</p>
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<p><strong>Scheda della mostra Titolo</strong></p>
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<p><strong>Titolo:</strong>&nbsp;Emilio Scanavino. Come fuoco nella cenere Grandi formati. Opere 1960 – 1980<br />
<strong>A cura di:</strong>&nbsp;Greta Petese e Federico Sardella<br />
<strong>In collaborazione con&nbsp;</strong>Archivio Scanavino</p>
<p><strong>Sede:</strong>&nbsp;Museo MARCA, Via Alessandro Turco 63, 88100 Catanzaro</p>
<p><strong>Date</strong>&nbsp;17 maggio – 15 luglio 2019<br />
<strong>Inaugurazione:</strong>&nbsp;giovedì 16 maggio ore 18,30<br />
<strong>Orari:</strong>&nbsp;Da martedì a domenica, h. 9.30/13 – 15.30/20. Chiuso lunedì. bilingue italiano/inglese, edito da Silvana Editoriale</p>
<p><strong>Info al pubblico:</strong>&nbsp;Museo MARCA t. 0961.746797 | info@museomarca.com</p>
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		<title>Le opere di Antonello da Messina sbarcano a Milano</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/le-opere-di-antonello-da-messina-sbarcano-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 16:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[antonello da messina]]></category>
		<category><![CDATA[filippo del corno]]></category>
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		<category><![CDATA[giovanni carlo federico villa]]></category>
		<category><![CDATA[jacobello di antonello]]></category>
		<category><![CDATA[milano-cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mondomostre skira]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo reale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Palazzo Reale dedica un&#8217;esposizione al ritrattista del quattrocento Antonello da Messina Da Palermo approda a Milano la mostra del grande ritrattista Antonello da Messina. Dal 21 febbraio al 2 giugno Palazzo Reale dedica un’esposizione al Maestro siciliano ospitando 19 opere dell’artista, su un totale di 35 a lui attribuite. &#8220;Questa mostra storica propone al pubblico il racconto affascinante di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Palazzo Reale dedica un&#8217;esposizione al ritrattista del quattrocento Antonello da Messina</h1>
<p>Da Palermo approda a Milano la mostra del grande ritrattista Antonello da Messina. Dal 21 febbraio al 2 giugno <strong>Palazzo Reale</strong> dedica un’esposizione al Maestro siciliano ospitando <strong>19 opere dell’artista</strong>, su un totale di 35 a lui attribuite. &#8220;<em>Questa mostra storica propone al pubblico il racconto affascinante di un artista innovatore dei suoi tempi, il cui carisma è giunto intatto sino a noi</em>&#8220;, dichiara l&#8217;assessore alla Cultura <strong>Filippo Del Corno</strong>.</p>
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<p><strong>La mostra, è frutto della collaborazione fra la Regione Sicilia e il Comune di Milano-Cultura</strong> con la produzione di Palazzo Reale e<strong> MondoMostre Skira</strong>, è curata da <strong>Giovanni Carlo Federico Villa</strong>. Per la prima volta a Milano sarà possibile vedere gran parte della produzione del Maestro, del quale restano poche straordinarie opere, scampate a tragici avvenimenti naturali come alluvioni, terremoti, maremoti e all’incuria.</p>
</div>
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<p>I visitatori potranno ammirare il celebre dipinto dell’<em>Annunciata</em>, proveniente da palazzo Abetellis di Palermo. È la prima volta che l&#8217;opera lascia la Sicilia. Tra le produzioni del ritrattista in mostra a Palazzo Reale, c&#8217;è anche il <em>San Girolamo nello studio</em>, in prestito dalla National Gallery di Londra. Dal Museo nazionale Brukenthal di Sibiu in Romania arriva invece la <em>Crocifissione</em>, mentre dal Museo statale di Berlino il <em>Ritratto di giovane uomo</em>. Altre due opere come il <em>Ritratto di giovane</em> e la <em>Madonna col Bambino </em>sono provenienti dagli Stati Uniti, rispettivamente dal Philadelphia Museum of Art e dalla National Gallery di Washington.</p>
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<p>Oltre a palazzo Abetellis anche altri musei italiani hanno partecipato alla realizzazione dell’esposizione, come gli Uffizi di Firenze, la Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalù, la Pinacoteca Malaspina di Pavia, il Collegio degli Alberoni di Piacenza, la Galleria Borghese di Roma, il Museo Correr di Venezia e il Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama di Torino. Fa parte dell’esposizione anche l’opera <em>Madonna col bambino</em>, realizzata dal figlio di Antonello da Messina, <strong>Jacobello di Antonello</strong>, dopo la morte del padre.</p>
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<p>Guida d’eccezione della mostra, lo storico d’arte <strong>Giovan Battista Cavalcaselle</strong>. Con i suoi taccuini e disegni riprodusse le opere di Antonello da Messina, ricostruendo il primo catalogo della produzione dell’artista messinese. Grazie a lui i visitatori potranno capire l’estro del ritrattista siciliano, frutto della fusione tra l&#8217;arte mediterranea, le influenze venete e le infinite stesure dei colori apprese dal mondo fiammingo.</p>
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<p>In occasione della mostra Skira ha pubblicato un catalogo con tutte le immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina.</p>
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		<item>
		<title>Fuori nel tempo: la retrospettiva di Cesare Berlingeri</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/fuori-nel-tempo-la-retrospettiva-di-cesare-berlingeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 07:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[artista calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Berlingeri]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori nel tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Marca di Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[retrospettiva Cesare Berlingeri]]></category>
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					<description><![CDATA[La retrospettiva, dal titolo Forme nel tempo, presenta 50 opere che raccontano il percorso creativo di Berlingeri dagli anni ottanta a oggi. A cura di Maurizio Vanni. Inaugurazione giovedì 7 febbraio 2019 ore 18,30.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Provincia di Catanzaro, <strong>Sergio Abramo e </strong><strong>Rocco Guglielmo</strong><strong> </strong>– Presidente della <strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/fondazione-rocco-guglielmo/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Rocco Guglielmo </a></strong>presentano l’inaugurazione della mostra  “<strong>F</strong><strong>orme nel tempo</strong><em>” </em><strong>a cura di Maurizio Vanni </strong>dell&#8217;artista <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/cesare-berlingeri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cesare Berlingeri</strong></a><strong>, </strong>che ricordiamo una delle<strong> storie di Eccellenze Italiane per l&#8217;edizione 2016.</strong></p>
<p>L’inaugurazione si terrà giovedì 7 febbraio 2019 alle ore 18.30 con la conferenza stampa – nella sala panoramica Museo del <strong>Marca- Museo delle Arti di Catanzaro. </strong>La mostra rimarrà aperta fino al 15 aprile 2019.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>Dall’8 febbraio al 15 aprile 2019, il <strong>MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro, diretto da </strong><strong>Rocco Guglielmo</strong>, celebra <strong>Cesare Berlingeri</strong> (Cittanova, RC, 1948), uno degli artisti<br />
calabresi più apprezzati e conosciuti del panorama delle arti visive nazionali e internazionali.<br />
La mostra, dal titolo Forme nel tempo, curata da Maurizio Vanni e organizzata dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, in collaborazione con l’Associazione Spirale d’idee e l’Archivio<strong> Cesare Berlingeri,</strong> presenta 50 opere, tra cui alcune realizzate per l’occasione, in grado di ripercorrere il percorso creativo di Berlingeri dagli anni ottanta fino a oggi.<br />
Il percorso espositivo, che coinvolge i tre piani del museo calabrese, si apre con alcune delle sue installazioni più significative, quindi prosegue con un dialogo tra le opere storiche della collezione del MARCA e quelle prodotte per questo appuntamento da Berlingeri.<br />
Come afferma il curatore, Maurizio Vanni, “<em>Berlingeri non cerca un omaggio al passato e </em><em>non vuole certo sfidare i grandi nomi che l’hanno preceduto. Piuttosto è come se volesse</em><br />
<em>completare lo spazio con un colloquio con il tempo, con forme che cercano una connessione con l’essenza delle opere presenti, attraverso un ‘effimero sospeso’ che permette al visitatore di vivere la collezione attraverso ottiche inedite</em>”.<br />
La retrospettiva propone inoltre un ampio confronto tra le opere recenti e i lavori storici di Berlingeri, come quelli caratterizzate dal colore blu oltremare degli anni ottanta, che hanno contraddistinto il suo cammino artistico internazionale e che sono stati esposti, tra gli altri, in alcuni dei musei più importanti del Brasile come al <strong>MAM – Museo di Arte Moderna di Salvador de Bahia e di Rio de Janeiro, e al MAC – Museo di Arte Contemporanea di Goiânia.</strong><br />
“<em>I lavori di Cesare Berlingeri</em> – sottolinea <strong>Maurizio Vanni</strong> – <em>hanno il potere di rimettere in </em><em>discussione la realtà, lo spazio e il tempo e di ridefinire il tutto, individuando elementi di</em><br />
<em>senso nuovi destinati a modificare teorie e pensieri codificati”</em>.<br />
“Berlingeri – continua Maurizio Vanni – non lavora partendo dall’idea di qualcosa che è già successo, ma quasi come in un rito propiziatorio si proietta su ciò che deve ancora accadere. Ne scaturisce un’evoluzione artistica costante dove nulla è mai uguale a se stesso e anche se lo fosse la nostra intelligenza emotiva non lo riconoscerebbe a distanza di tempo perché essa stessa è trasformata. Tutto risponde a un’effimera matrice che si sintetizza in una o più azioni, piegature, avvolgimenti, istallazioni più cerebrali che fisiche, legate a forme che esaltano maggiormente la concezione ciclica del tempo che non lo spazio”.<br />
Accompagna la mostra un volume di <strong>Prearo Editore</strong>, con testi di Maurizio Vanni (Direttore del Lu.C.C.A. Museum), <strong>Domenico Piraina</strong> (Direttore di Palazzo Reale a Milano) e Teodolinda Coltellaro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Génesis: la nuova mostra di Giuseppe Lo Schiavo</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/genesis-di-giuseppe-lo-schiavo-la-mostra-dal-22-settembre-al-17-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 07:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Rocco Guglielmo]]></category>
		<category><![CDATA[Génesis di Giuseppe Lo Schiavo]]></category>
		<category><![CDATA[Marca]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Marca di Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Sottile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://eccellenzeitaliane.tv/?p=19556</guid>

					<description><![CDATA[Génesis di Giuseppe Lo Schiavo dal 22 settembre al 17 novembre 2018 al Marca Museo delle Arti di Catanzaro a cura di Roberto Sottile Inaugurazione 22 settembre ore 19.00 &#160; Il 22 settembre alle ore 19.00 si inaugura presso il Museo Marca di Catanzaro, “Génesis” la mostra personale dell’artista fotografo Giuseppe Lo Schiavo a cura del critico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<h1>Génesis di Giuseppe Lo Schiavo dal 22 settembre al 17 novembre 2018 al Marca Museo delle Arti di Catanzaro a cura di Roberto Sottile</h1>
<h2 style="text-align: center;">Inaugurazione 22 settembre ore 19.00</h2>
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<p>Il 22 settembre alle ore 19.00 si inaugura presso il <strong>Museo Marca di Catanzaro, “Génesis”</strong> la mostra personale dell’artista fotografo Giuseppe Lo Schiavo a cura del critico d’arte Roberto Sottile. L’evento rientra nel più ampio progetto GLOCAL nell’ambito della sezione “Attraversare il territorio”, promosso dalla <strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/fondazione-rocco-guglielmo/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Rocco Guglielmo</a></strong>, realizzato in collaborazione con l&#8217;Amministrazione Provinciale di Catanzaro, ed è costruito attorno alla complessa ricerca di <strong>Giuseppe Lo Schiavo</strong> che attraverso la fotografia si pone l’obiettivo di raccontare il rapporto-legame tra uomo e natura.</p>
<p>“<em>Una ricerca, una connessione</em> – come scrive Roberto Sottile nel testo del catalogo edito da Silvana Editoriale &#8211; <em>in cui l’uomo sta alla natura come la natura sta all’uomo; entità che vivono simultaneamente, nello stesso tempo e nello stesso momento perché fanno parte di quell’insieme, di quel ciclo della vita che genera creazione e diventa realizzazione e correlazione; interdipendenza che “procrea” e si trasforma nell’opera della vita che determina tutti gli insiemi di quello che possiamo definire ecosistema, cioè l’insieme degli organismi viventi e della materia non vivente, che interagiscono e costituiscono un sistema autosufficiente e funzionale. Senza distinzione alcuna. Ne variabili. La fotografia diventa in questo processo di “genesi” il risultato finale, il mezzo naturale; memoria, con la quale catturare un istante capace di condurci “oltre</em>”.</p>
<p>Trasgredire, mettersi in gioco, senza spezzare quell’equilibrio e quell’armonia eloquente, che appartiene al “carattere” genetico e all’identità dell’uomo, che l’artista trasferisce nei suoi lavori, come il risultato di una armonizzazione di idee. Un viaggio eccitante, intrapreso dalla necessità di capire; di ritrovare quelle credenziali essenziali nel rapporto-scontro tra uomo e natura. Decodificare questo legame significa riuscire a comporre quella connessione congenita che è alla base della nostra interazione reciproca, con il tempo e con lo spazio che ci circonda. Giuseppe Lo Schiavo ci propone una prospettiva antropologica che si realizza nella sua ricerca e nella sua poetica attraverso la sacralità del legame inscindibile tra uomo e natura”. “Assistiamo – continua Sottile &#8211; ad una trasformazione del paesaggio. Una nuova nascita. Un cambiamento naturale che segue le regole di due forze che apparentemente si oppongono e competono l’una sull’altra per poi congiungersi e diventare una sola energia. Il risultato è un complesso di elementi, struttura perfetta che l’artista ferma nell’immagine fotografica. Istanti di un ciclo naturale che dialogano e parlano il linguaggio universale. L’uomo è creatività. Esso appartiene alla natura perché la natura è l&#8217;insieme di tutto ciò che esiste; ne conosce i principi attraverso le sue azioni, ne conosce le sue decisioni e le sue idee. La sua creatività interagisce nel tempo che regola gli attimi infiniti del processo naturale di creazione, che è alla base della scintilla della vita. Genesi, materia e spirito. Un dialogo che l’artista costruisce nella sua visione, e ci restituisce tramite la fotografia; algoritmo perfetto che coniuga attimo, tecnica ed istinto. Una ricerca artistica dai risvolti filosofici-genetici che diventa cardine essenziale dove condividere memoria, cioè quella conoscenza che ci circonda, a cui apparteniamo.”</p>
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<p style="text-align: right;"><strong>Info utili</strong><br />
<strong>GIUSEPPE LO SCHIAVO Génesis</strong><br />
<strong>a cura di Roberto Sottile</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>dal 22 settembre al 17 novembre 2018 inaugurazione sabato 22 settembre ore 19.00 conferenza stampa sala panoramica museo ore 18.30</strong></p>
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<p><strong>Museo MARCA – Via Turco 63, Catanzaro</strong><br />
<strong>dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 13.00 – dalle 15.30 alle 20.00 www.museomarca.info</strong></p>
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<p style="text-align: right;"><strong>circonda, a cui apparteniamo.”</strong></p>
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		<title>Alik Cavaliere Natura naturans: il medley</title>
		<link>https://eccellenzeitaliane.tv/alik-cavaliere-natura-naturans-il-medley/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2018 15:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[alike cavaliere]]></category>
		<category><![CDATA[scultore alik cavaliere]]></category>
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					<description><![CDATA[Alik Cavaliere Natura naturans, restauro del Monumento in memoria di Alberto Cavaliere. Nel video il medley.]]></description>
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<p>In occasione del ventennale della scomparsa dello scultore <strong>Alik Cavaliere</strong><br>e del 400° Anniversario della nascita di Cittanova si è svolto domenica 5 Agosto 2018 presso la&nbsp;Villa Comunale “C. Ruggiero” Cittanova di Reggio Calabria.</p>



<p>La pregevole opera in bronzo, pietra e acciaio, unica nel suo genere e meritevole di tutela e valorizzazione, è stata restaurata con la speciale disponibilità di&nbsp;<strong>Nuccio Schepis</strong>, già impegnato nel delicato restauro dei Bronzi di Riace e da&nbsp;<strong>Franco Cimino</strong>, maestro fonditore e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Progetto ideato e curato da&nbsp;<strong>Nino Cannatà</strong>&nbsp;e con la supervisione del&nbsp;<strong>Centro Artistico Alik Cavaliere</strong>&nbsp;che ne custodisce l’opera e i segreti dell’originale fusione in bronzo.<br>Con l’illustre partecipazione di&nbsp;<strong>Nicola Irto</strong>, Presidente del Consiglio regionale della Calabria e di Francesco Cosentino, Sindaco di Cittanova, la presentazione dell’evento è stata diretta da&nbsp;<strong>Piero Muscari, giornalista La7 TV ed editore del Progetto Eccellenze Italiane.</strong></p>



<p>Tra gli attesi ospiti intervenuti:&nbsp;<strong>Fania Cavaliere</strong>, presidente del Centro artistico&nbsp;<strong>Alik Cavaliere</strong>&nbsp;nonché figlia dello scultore e della cittanovese Adriana Cavaliere;&nbsp;<strong>Domenico Piraina</strong>,&nbsp;<strong>direttore del Palazzo Reale di Milano</strong>;&nbsp;<strong>Nuccio Schepis</strong>, artista e restauratore;&nbsp;<strong>Franco Cimino</strong>, maestro fonditore;&nbsp;<strong>Titty Curinga</strong>, FAI delegazione della Locride e della Piana;&nbsp;<strong>Giuseppe Luccisano</strong>, associazione Libera NOVI ALBORI e&nbsp;<strong>Nino Cannatà</strong>&nbsp;regista scenografo.</p>



<p><strong><a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/alik-cavaliere-natura-naturans-5-agosto-a-cittanova/" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a></strong> per leggere il comunicato stampa</p>
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			<media:title type="plain">Alik Cavaliere Natura naturans | Eccellenze Italiane</media:title>
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